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16. 05. 2022 23:22

Milanese in carcere ad Abu Dhabi: costretto a fare a botte per divertire le guardie, la rivelazione shock

L’avvocato avverte: "Ho paura per la sua stabilità psichica e fisica. Temo possa prendere decisioni definitive"

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Il 49enne Andrea Giuseppe Costantino, trader milanese in carcere ad Abu Dhabi,ex vicesindaco di Arese, costretto a fare a botte per divertire le guardie del penitenziario. L’imprenditore meneghino, arrestato il 21 marzo scorso in un albergo a Dubai, ha rivelato l’accaduto una volta finito in infermeria, proprio in seguito aduno di questi combattimenti. 

Milanese in carcere ad Abu Dhabi, la rivelazione della moglie 

Nel corso di un’intervista concessa a Studio Aperto Stefania Giudice, moglie del Costantino, ha svelato la macabra verità che le è stata raccontata in una telefonata dal consorte: «Mio marito mi ha detto che le guardie carcerarie organizzano combattimenti per il loro divertimento – le sue parole – mi rendo conto che giorno dopo giorno Andrea diventa un prigioniero del silenzio. Mi ha chiesto di insistere con l’avvocato locale, con la Farnesina e con l’ambasciata e questo lo facciamo sempre, ogni giorno. Non ne passa uno che io e l’avvocato non scriviamo a tutti».

In carcere da oltre cinque mesi 

L’attività di Stefania Giudice, affiancata dagli avvocati Cinzia Fuggetti in Italia e Albdel Alqadir Ismail a Dubai, prosegue incessante. Certo è che, dopo cinque mesi passati in carcere senza un motivo apparente (stante quanto racconta ovviamente il fronte italiano) le speranze iniziano a venire meno. Anche perché, sempre secondo quanto raccontato dai legali e dalla Stefano Giudice, fino a questo momento manca un vero e proprio capo d’accusa. 

Nessuna indagine per riciclaggio

Gli avvocati difensori di Andrea Giuseppe Costantino hanno smentito l’ipotesi, circolata nei mesi scorsi, che quest’ultimo sia stato portato in carcere con l’accusa di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. Di certo i rapporti tra i Paesi interessati dalla vicenda, Italia ed Emirati Arabi, particolarmente complessi in questo momento, rendono la questione ancora più difficile. Tra le molte vicende in ballo, anche nella dell’embargo sulla vendita di armi agli Emirati Arabi Uniti decisa solo otto mesi fa, a gennaio 2021, e per il quale si sta discutendo in queste settimane nel mondo politico italiano. 

La preoccupazione dell’avvocato italiano

Di certo un quadro che crea apprensione: «Ero presente alla conversazione tra la moglie e Andrea Costantino perché era il compleanno di Stefania Giudice, non mi sono sentita di lasciarla sola – ha spiegato l’avvocato Cinzia Fuggetti a Il Giorno –. Messo in vivavoce ho sentito la telefonata e lui ha raccontato che lo hanno portato nella clinica interna. Personalmente, conoscendo Andrea, ne avverto la stanchezza e da professionista, dopo tanti anni, non ho mai sentito un mio detenuto così provato. Ho assolutamente paura per la sua stabilità psichica oltre che per l’incolumità fisica. Temo possa prendere decisioni definitive». Nelle passate settimane al Costantino non è stata accordata alcuna richiesta, dalla possibilità di poter sottoporsi ad una risonanza magnetica di controllo per una precedente operazione alla scelta del legale.

Nemmeno un saluto alla figlia al telefono

Anche Albdel Alqadir Ismail, l’avvocato che sta lavorando sul posto per il trader milanese in carcere ad Abu Dhabi, è stato interpellato dalla famiglia ma non ha ricevuto in via ufficiale l’incarico, cosa che ovviamente lo obbliga a non poter accedere alla documentazione: «Sono disperata – conclude la moglie – perché nell’ultima telefonata ho sentito un uomo completamente consumato. Nostra figlia Agata di quattro anni ha capito che era lui al telefono e chiedeva di papà. Ho chiesto se poteva salutare e ha avuto cinque secondi, il tempo di dirle che la ama tanto e le mandava tantissimi baci. Poi la linea si è interrotta. Questo è l’incubo che stiamo vivendo da cinque mesi e tutto questo mi devasta».

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