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07. 12. 2022 11:03

Bakayoko fermato dalla Polizia: «Pistola puntata alla testa? Non è la maniera di agire». Il video

Il centrocampista del Milan torna a parlare del video circolato su internet e del fermo che ha visto coinvolte le forze dell’ordine

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Il centrocampista del Milan, Tiémoué Bakayoko, è tornato a parlare del fermo della Polizia, del video divenuto virale su internet, ammettendo: «Una pistola puntata alla testa? Non è questa la maniera di agire».

Bakayoko, il video del fermo da parte della Polizia che ha fatto discutere la rete

Il video che ha fatto discutere la rete ormai è conosciuto; si vede Bakayoko nel momento della perquisizione da parte della Polizia, un atteggiamento poco umano secondo il diretto interessato. Che, tramite delle storie sul suo profilo Instagram, ha ammesso: «Buongiorno a tutti, spero vada tutto bene. Registro un piccolo video riguardante gli avvenimenti recenti e sul video che avete potuto vedere sui social che mi vedeva oggetto di un controllo, di un arresto. Le autorità di Milano hanno comunicato recentemente che si è trattato di un errore dei poliziotti che si sono resi conti sul momento. L’errore in sé non mi pone problemi, ma la maniera sì, la maniera sì. Perché non fare un semplice controllo comunicando?».

 

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La parte ‘tranquilla’ del video

Bakayoko poi prosegue: «Nel video che si trova sui social non si vede tutto, anzi credo sia la parte più “tranquilla” di tutto quello che è successo. Mi sono trovato con una pistola puntata ad un metro da me e dal passeggero. Ci hanno messo chiaramente in pericolo a prescindere dalle ragioni che hanno portato a fare questo. L’errore è umano, ma non so cosa sarebbe successo se non avessi avuto la possibilità di farmi riconoscere per il mestiere che faccio. Ci sono delle domande da porre. Non è giusto mettere così a rischio la vita di una persona ed è il punto che voglio sottolineare, malgrado mi si dica che sia stato un errore. Le conseguenze potevano essere più gravi». La chiosa finale è un semplice ringraziamento: «Vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno mandato messaggi di sostegno, mi ha fatto davvero piacere. Vi auguro una buona giornata ovunque voi siate nel mondo. A presto».

L’accaduto e l’errore della Polizia 

Il calciatore è stato rilasciato dopo essere stato fermato per sbaglio a seguito di un controllo. Per un attimo è sembrato di essere tornati indietro di un paio d’anni, in un Paese diverso dal nostro, alla morte di George Floyd. Era il 25 maggio 2020, negli Stati Uniti, quando fecero il giro del mondo le immagini dell’arresto del cittadino afroamericano, tenuto fermo a terra con un ginocchio sul collo da parte di un agente di polizia, tanto da provocarne il soffocamento.

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