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09. 12. 2022 01:21

«Milano, la più inclusiva»: Bebe Vio è già al lavoro per i Giochi 2026

Dopo WEmbrace Sport, Bebe Vio è già al lavoro in chiave Milano-Cortina 2026: «Sara bellissimo. E occhio a Sara Baldo…»

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«Cosa farò quando smetterò di tirare nella scherma? Spero entro 5-10 anni, quando andrò in una qualsiasi palestra in Italia, di vedere atleti olimpici e paralimpici che facciano sport tutti insieme». Ride al telefono Bebe Vio, reduce dal successo milanese di WEmbrace Sport, quando parla dei suoi progetti e di tante nuove idee. Che hanno Milano sullo sfondo, sempre. O quasi…

Milano-Cortina 2026, Bebe Vio è già pronta

WEmbrace Sport all’Allianz Cloud, la tua Academy… Cosa ti lega davvero a Milano?
«Innanzitutto, la amo da atleta perché sono ambassador delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Poi l’Academy (la Bebe Vio Academy, in partnership con Nike, avvicina i bambini allo sport integrato, facendo sperimentare per un trimestre 5 diverse discipline sportive a bambini con disabilità e senza disabilità che si allenano insieme ndr) rappresenta il collante professionale più forte. La città è internazionalmente riconosciuta, è integrata al tessuto paralimpico ed è la più inclusiva di tutte. Il sindaco Sala sta facendo un lavoro straordinario. E c’è molto altro all’orizzonte in vista di Milano-Cortina. Ma ho Milano nel cuore anche per questioni affettive, visto che ci vivono mia sorella e i miei nonni».

Qui ci sono tante società storiche di scherma: mai pensato di venire ad allenarti?
«In questa città ho diversi luoghi del cuore, ma mi auguro nessuno si offenderà se rivelo che la città in grado di conquistarmi del tutto è Roma…».

Un colpo basso per noi…
«(Ride, ndr) A Roma ho appena comprato casa e ho il mio allenatore, quindi mi alleno lì. Ma Milano ha il suo fascino. A livello di scherma, conosco la Mangiarotti e abbiamo un rapporto stupendo anche con l’Accademia Scherma Milano. Hanno tante pedane per gli atleti paralimpici e per i non vedenti. Con l’Academy ci siamo spesso appoggiati a loro».

Capitolo Milano-Cortina 2026: la tua associazione, art4sport, avrà un approccio anche sugli sport paralimpici invernali?
«Al momento abbiamo tutti sport da palestra, per questo motivo è difficile proporre gli sport da montagna. Discorso diverso per le Paralimpiadi di Parigi 2024, dove abbiamo appena lanciato il progetto fly2paris. Una specie di scommessa che io e alcuni degli atleti di art4sport abbiamo già sperimentato con fly2tokyo. Obiettivo provare a qualificarci per Parigi 2024».

Già a Tokyo erano arrivati buoni risultati…
«In sette siamo riusciti a portare a casa tre ori, un argento e un bronzo. Dopo Parigi 2024 e l’epilogo del progetto Fly2Paris, guarderemo anche a Milano-Cortina. Qui ci sono diversi lombardi in rampa di lancio, tra cui Sara Baldo: è milanese ed è molto portata per lo snowboard. In questa disciplina proverà a qualificarsi per le Paralimpiadi del 2026. La strada è lunga, ma ci credo. Ci crediamo molto».

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