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16. 05. 2022 07:21

Davide Villa confermato alla guida dell’Urania: «Sono grato di proseguire ancora insieme a questa famiglia»

Villa non si ferma: si conferma per il quarto anno allenatore dell'Urania. E racconta a Mi-Tomorrow questi tre anni da coach: «Il sabato sera al PalaLido è ormai una bella abitudine»

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Davide Villa sarà ancora l’allenatore dell’Urania Milano, per la quarta stagione consecutiva. Lo ha confermato la società, sottoscrivendo con il tecnico brianzolo un accordo per un altro anno (+1).

Davide Villa confermato alla guida dell’Urania

Una conferma che appaga del lavoro svolto nei tre precedenti?
«Sono molto contento perché credo che un coach debba pensare di cambiare quando non ha più il proprio equilibrio in un determinato contesto. Io mi sento parte di un progetto che non è ancora arrivato al massimo potenziale. Non sarà più un salto nel buio come è stato l’anno scorso l’approdo in A2, ma un altro tipo di salto, quello del post-Covid. Voglio continuare a veder crescere quel movimento che si era creato attorno alla squadra: il PalaLido, diventata ormai una bella abitudine del sabato sera che mi sarebbe spiaciuto lasciare e tutto l’evento partita, con quella base di tifosi che si stava creando per fare di Urania un punto fermo sulle cartine di A2».

Alla prima stagione in A2, 7° posto in regular season.
«Un 7° posto che ci teniamo stretti per come è arrivato. Le sofferenze iniziali e poi la crescita del gruppo, il vanto di un allenatore. È stato possibile solo perché Urania ha avuto pazienza, aspettando di vedere i risultati nel lungo periodo. Abbiamo fatto divertire perché l’abbiamo affrontata con lo spirito di chi arriva per la prima volta al parco giochi. Essere riusciti a vincere a Verona e Udine, campi da Serie A, ci lascerà ricordi piacevoli. Non sarà facile ripetersi».

Come state costruendo la squadra per la prossima stagione?
«L’anno scorso, squadra particolare. Tutti noi, giocatori e staff, abbiamo dovuto adeguarci alle caratteristiche reciproche e ha funzionato. L’indirizzo sarà quello di mantenere il nucleo dei giocatori che avevamo, partendo dagli italiani e sperando di continuare anche con Raivio, con cui c’è voglia reciproca di proseguire. Perdiamo Sabatini, giocatore unico nel suo genere, e sarà difficile sostituirlo».

Come sarà il basket dopo la pandemia?
«Faccio fatica a pensarlo. Speriamo che il calcio di Serie A vada bene, che non si fermi, perché altrimenti si ripercuoterà anche su di noi. Speriamo che il virus venga contenuto e non si ripresenti. Penso a un inizio a porte chiuse, sotto forma di supercoppa e che poi si ricominci, ma sono curioso di vedere quali saranno le regole da seguire in fase di allenamento. Noi abbiamo fatto in tempo a giocare la partita a porte chiuse e abbiamo visto cosa vuol dire arrivare al campo, farsi misurare la temperatura, fare il colloquio con il medico, ma non ci vedrei niente di strano. È così».

Ripercussioni sul mercato?
«Dovremo fare la squadra con budget differente. Se paragoniamo questo mercato a quello degli altri anni troveremo sempre differenze in negativo, dobbiamo essere bravi a convincerci che è qualcosa che non è mai capitato e, volente o nolente, va affrontato adeguandosi. Sono abituato a fare squadre con budget ridotti, è anche una forma di stimolo».

Sarà il quarto anno in Urania, con quali obiettivi?
«Di squadra è difficile dirlo perché non so come sarà composta, ma saremo competitivi. Quarto anno in Urania e secondo in A2: penso a quando abbiamo iniziato e mi sembra incredibile. L’anno scorso pensavamo sarebbe stato un salto maggiore, ma col tempo mi è sembrato sempre più naturale. Mi aspetto anche l’anno prossimo così e spero che Urania possa rimanere a questi livelli. Abbiamo firmato un 1+1 e posso dire di sentirmi un sedentario».

Dopo 11 anni a Desio, poi…
«Fa piacere perché penso che in entrambi i posti ci sia sempre stata costruzione e ho incontrato gente che ha avuto forza di aspettarmi senza valutare il lavoro dopo 3-4 giornate».

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