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10. 04. 2021 21:34

Homar Leuci, recordman di apnea profonda: «Io, il più completo di tutti»

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Dal calcio alla corsa campestre, prima di scoprire l’acqua e diventare il migliore italiano di sempre, nonché uno degli atleti di punta a livello mondiale. Una storia d’amore per i fondali marini, quella di Homar Leuci, che nasce quasi per caso ma si sviluppa poi senza sosta: milanese di nascita, classe 1976, nel giro di 15 anni è riuscito a diventare una vera e propria icona nazionale di una disciplina forse troppo poco riconosciuta come tale, l’apnea.

L’ACQUA • La storia di Homar e le immersioni comincia solo nel 2003 quando, già 27enne, inizia la carriera agonistica a suon di primati nell’apnea nazionale prima e mondiale poi. Primo record italiano già un anno dopo, a Pisa, nel 2004 (quello dell’apnea dinamica con monopinna in vasca corta, 157 metri) per concludersi (per ora, sia ben chiaro) con la grande impresa di quest’estate al Vertical Club di Long Island, alle isole Bahamas.

Per chi non ha grande dimestichezza e familiarità con questo sport basta il soprannome della competizione per far capire l’importanza di una vittoria nell’arcipelago americano; perché il Vertical Blu è definito da tutto il mondo delle immersioni il “Wimbledon dell’apnea”: «Per me si è chiusa una stagione di apnea profonda che posso considerare la più importante di sempre – ammette candidamente Leuci –: la chiudo così, dopo aver raggiunto dei traguardi incredibili. Voluti, cercati, inseguiti ed infine raggiunti».

DOPO PELLIZZARI • Ed eccolo lì, Homar. Atleta capace, nella tre giorni di gare alle Bahamas, di riscrivere tutti i record italiani assoluti uno dietro l’altro a distanza solo di qualche ora: prima è arrivato quello in assetto costante (-116 metri in 3’14”), poi quello di Free Immersion (-104 metri in 3’27”); non contento, ha riscritto anche gli annali delle migliori prestazioni nella rana CNF (77 metri in 2’57”) per poi ritoccare ancora il primato dell’assetto costante per ben due volte (-117 metri in 3’20” prima e -118 metri in 3’16″ poi): «Stabilire cinque record italiani assoluti con metrature in assetto costante da capogiro non è semplice – prosegue ancora Homar –: sono riuscito a diventare l’italiano più completo e profondo». Detenere i tre record nelle equivalenti discipline dell’apnea profonda è cosa riuscita prima solo ad un mostro sacro della disciplina, Umberto Pelizzari.

LAUREATO • L’ideale partenza per diventare un punto di riferimento sportivo e non solo, perché basta dare uno sguardo al suo personale curriculum per capire che non stiamo parlando di un atleta come altri: laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore, Erasmus presso l’Université Lumiere Lyon 2, in Francia. Il classico campione che si è fatto da solo: «E sai che c’è? Dopo una stagione a questi livelli non sono ancora sazio ma sono più motivato di prima», ribadisce Homar, che lavora come relatore al master in psicologia dello sport Psicosport.

E che parla correttamente inglese, francese e spagnolo e studia il russo: «L’idea dell’uomo che con un atto respiratorio raggiunge le profondità più segrete degli abissi mi ha sempre affascinato. E più intimamente è la curiosità di spingersi là dove nessuno è mai arrivato che mi ha fatto appassionare a questa disciplina». Lui che, già bagnino di salvataggio della società di Salvamento di Genova, fotomodello professionista ed attore, ora punta a conquistare il cuore degli sportivi milanesi.

In breve

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