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21. 07. 2024 22:37

L’Atalanta è attrezzata per disputare nuovamente i quarti di finale di Champions League?

Riuscirà la Dea a ripetere l’exploit pazzesco della scorsa stagione?

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La davano già per finita, per bollita: dopo la brutta sconfitta in casa con la Sampdoria, la lezione di calcio subìta all’andata dal Liverpool e lo scialbo pareggio ottenuto in trasferta con lo Spezia, la Dea per molti esperti di pallone era ormai una squadra destinata a tornare con i piedi per terra dopo l’exploit pazzesco della scorsa stagione. Meno di una settimana da questa sicura diagnosi, ed ecco che con lo 0 a 2 all’Anfield sono tutti prontamente saliti sul carro del vincitore nerazzurro per tessere le lodi dell’invincibile armata di Gasperini! Non sappiamo se sia o meno un’usanza tipica italiana, quella di cambiare idea in pochi giorni, ma sapevamo per certo che l’Atalanta non era né finita né bollita. Chi mastica pallone da qualche anno sa perfettamente che giocare in campionato e il martedì/mercoledì in Champions non solo è fisicamente provante ma psicologicamente snervante: oltre alla fatica del doppio impegno, non è raro vedere calciatori poco concentrati come spesso accade quando prima giocano contro una squadra non blasonata e poi in settimana devono affrontare una big. Spezia-Atalanta docet, visto che nemmeno 4 giorni dopo sarebbe stata la volta del Liverpool. Riassumendo: è chiaro che in una stagione lunga e impegnativa come quella atalantina possano verificarsi alcuni stop, soprattutto in Serie A, dovuti a stanchezza fisica, stanchezza mentale, poca concentrazione e, perché no, a partite mal interpretate. Pensare che la favola nerazzurra si sia però conclusa, dopo alcune prestazioni non da Dea, è un po’ prematuro. D’altronde quando leggete una favola, il protagonista prima del classico “e vissero felici e contenti” vive spesso momenti e situazioni altalenanti, giusto? Questo è successo, e succederà, anche alla favolosa formazione allenata da Gasperini che non è ancora pronta per tornare con i piedi per terra. Perché ne siamo così certi? Adesso ve lo spieghiamo.

Le “armi segrete” dell’Atalanta

Vogliamo essere sinceri con voi fin da subito: per noi non solo i nerazzurri disputeranno una stagione da incorniciare ma hanno tutte le carte in regola per accedere nuovamente ai quarti di finale di Champions League. Il meritatissimo 0 a 2 inferto al Liverpool, Liverpool, che, lo ricordiamo, non perdeva in casa dal 2008 e che con Klopp in panchina mai aveva subìto un “passivo tanto pesante”, non è l’unica bella notizia che ci fa ben sperare per il prosieguo del cammino (vincente) dell’Atalanta. La ritrovata condizione atletica, la maggior attenzione in difesa e la capacità di disunirsi di meno rispetto alle ultime uscite in campionato sono aspetti molto positivi su cui costruire un radioso futuro. Partendo da queste basi e tenendo conto che i pronostici Champions League danno ancora una volta la Dea quale possibile sorpresa della più bella manifestazione internazionale per club, la formazione di Gasperini, che durante le serate di gala europee oltre a indossare l’abito migliore non passa mai inosservata, può solo crescere. Come è cresciuta in intensità – la gara con il Liverpool ci ha restituito un’Atalanta in forma smagliante –, a livello di circolazione di palla, finalmente fluida come un tempo, e nella costruzione di trame offensive ben congegnate, ora deve fare il definitivo salto di qualità a livello mentale. Per divenire una big a tutti gli effetti non basta infatti imporre il proprio gioco, interpretare con intelligenza le diverse situazioni tattiche e aggredire continuamente i portatori di palla, cose che per altro i nerazzurri sanno fare benissimo oggi come la scorsa stagione, ma è necessario a nostro avviso essere lucidi sia quando si gioca con lo Spezia sia quando si gioca con il Liverpool.

Mentalità vincente: work in progress  

by Pixabay
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Gasperini da mesi oramai sta lavorando, con estrema calma e pazienza, per creare quella mentalità vincente che porterebbe la Dea a iscriversi di diritto al registro delle big d’Italia e d’Europa. Il cammino ovviamente è ancora lungo ma si intravedono importanti momenti di maturità (vedi partita contro l’Ajax rimontata grazie a una doppietta di Zapata). Certo, Gian Piero può fino a un certo punto, nel senso che sta poi ai giocatori mettere in pratica le lezioni di un allenatore che ha dimostrato di essere un professore della tattica e un fuoriclasse della panchina. A oggi ci sembra che gli “scolari nerazzurri” abbiano già compreso la maggior parte degli insegnamenti dati, e quando sapranno ripeterli con convinzione saranno dolori per tutti, altro che Atalanta finita o, peggio ancora, bollita!

 

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