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13. 07. 2024 21:01

Covid, il procuratore fa il punto sulle indagini: «Tanta improvvisazione sul piano anti-pandemia»

Il procuratore Chiappani racconta dell'impreparazione dell'Italia ad affrontare la pandemia: chi sono i responsabili?

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Mentre si combatte ancora il virus tra le corsie degli ospedali, la Procura di Bergamo continua la sua indagine per capire cosa sia effettivamente successo in Val Seriana all’inizio della pandemia da Sars-Cov-2.

Piano pandemico inadeguato. Quello che è emerso dalle indagini finora è la mancanza di un piano pandemico idoneo alla portata dell’emergenza sanitaria che il Paese si apprestava ad affrontare.  L’ultimo piano del 2017 non era altro che un copia incolla di un più vecchio protocollo datato addirittura 2006.

«Effettivamente molte parti sono identiche – spiega il capo della Procura di Bergamo, Antonio Chiappani, al Corriere -. Ci sono delle irregolarità, stiamo ancora verificando. Sicuramente il piano del 2017 non contemplava quanto accaduto con il Covid-19. Solo in seguito, dopo la comunicazione dei casi in Cina, l’Istituto superiore di sanità ha presentato un piano strategico che ha però deciso di secretare».

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Sull’impreparazione del nostro Paese ormai c’è poco da commentare. «Eravamo impreparati – sottolinea Chiappani -. Questo ormai mi pare un dato acquisito. Finora abbiamo rilevato purtroppo che c’è stata tanta improvvisazione».

Nell’indagine si cerca anche di individuare il responsabile dell’impreparazione che ha segnato i primi mesi della pandemia. Il “papà” di quel piano pandemico inadatto fu Ranieri Guerra, all’epoca direttore generale della Prevenzione, ed ora diretto aggiunto dell’Oms.

«Vorrei comunque precisare che il professor Ranieri Guerra, proprio perché membro dell’Oms, gode dell’immunità diplomatica», ribadisce Chiappani, facendo intendere che Ranieri Guerra non potrà essere coinvolto nell’indagine.

Si dovrà poi capire se i responsabili dovranno essere ricercati anche al Ministero della Salute. «Stabiliremo chi doveva predisporre il piano e perché non è stato fatto – aggiunge Chiappani -. Se riterremo che le indagini vadano svolte a Roma saranno quei magistrati a decidere come procedere».

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