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22. 05. 2024 14:20

Sanga Basket, un mese per confermare la Serie A1. Pinotti: «Milano cavalchi la nostra onda arancione»

Alla società servono 400mila euro per coprire la stagione. Il coach delle milanesi: «Chiesto aiuto a Comune, Armani e agli imprenditori della città. La nostra una bella storia, con valori positivi»

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Adesso che la Serie A1 è stata conquistata, l’obiettivo è mantenerla. Il Sanga Basket cerca fondi, deve riuscire a fare quel salto di qualità in termini di budget che nel passaggio dalla A2 alla A1 comporta un dispendio economico non indifferente. Franz Pinotti, coach della realtà milanese nata nella zona di via Padova e che pochi giorni fa ha festeggiato la vittoria decisiva contro Costa Masnaga, sta seguendo in prima persona gli eventi. Nelle scorse ore ha perfezionato l’iscrizione alla massima divisione, ma ora servono tutta una serie di step per i quali è necessario avere un supporto finanziario esterno.

Sanga Basket, il punto di coach Pinotti in vista della Serie A1

Coach, qual è il quadro della situazione del Sanga Basket?
«Quest’anno i costi fissi saranno raddoppiati, solo per coprire i contributi NAS che ogni società versa per i tesserati serviranno subito 70mila euro. Altre spese deriveranno dalla nuova riforma per i lavoratori sportivi. È già una partenza molto diversa rispetto a tutti gli altri anni».

Vi siete fatti un’idea del budget che servirà?
«Servono circa 600mila euro per coprire la stagione. Sappiamo di averne a disposizione 200mila, sono quelli che abbiamo speso lo scorso anno in A2. Mancano i restanti».

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Come pensate di recuperare 400mila euro?
«Intanto sappiamo qual è la deadline. Entro un mese da quando avviene l’iscrizione bisogna confermare la volontà di partecipare al campionato. Per cui i tempi non sono lunghissimi. Sappiamo di dover trovare questa somma attraverso delle sponsorizzazioni».

Qualcuno ipotizza si possa provare la strada della sottoscrizione popolare.
«Difficile pensare di arrivare a una cifra del genere. In Spagna funziona, per esempio, ma per realtà molto più grandi come possono essere Barcellona o Real Madrid. Noi non abbiamo quel seguito».

In compenso la finale giocata all’Allianz Cloud ha dimostrato che c’è interesse. È soddisfatto del risultato?
«Eccome. Settemila persone tra chi era presente al palazzetto e chi ha guardato la partita in streaming. Vuol dire che se proponi un prodotto fatto bene riesci a farti seguire. Sotto questo aspetto ringrazio il Comune di Milano che ci ha concesso l’Allianz gratuitamente, pagando solo i servizi».

Essere a Milano può darvi una spinta in più?
«Anche questo è dimostrato dai fatti recenti. La pallacanestro femminile non ha mai avuto tantissimi sbocchi a livello mediatico. La notizia della finale con una squadra milanese presente ha invece aiutato a trovarne di nuovi, come certo non era capitato in passato. Oltre a questo conta il fatto che abbiamo una bella storia alle spalle, fatta di tanto impegno nel sociale. Esprimiamo dei valori positivi».

A chi vi siete rivolti finora per trovare i fondi necessari?
«A diverse realtà. In primis proprio il Comune di Milano. Poi Giorgio Armani, che ringrazio perché attraverso l’Olimpia Milano ci ha dato l’opportunità di salutare il pubblico del Forum e farci vedere da tante persone. In generale ci stiamo rivolgendo al mondo imprenditoriale milanese. E abbiamo messo sul mercato anche il nome della squadra, come succede per tutte le società di basket di alto livello».

Tecnicamente, di quanti innesti avrebbe bisogno la squadra?
«L’idea è confermare gran parte del gruppo, perché hanno meritato di giocare la Serie A1 e perché giocatrici come Toffali, Penz o Madonna sono già pronte per la categoria. Basterebbero tre innesti: un playmaker, un pivot e un ‘ala. Come detto, non è solo una questione di ragionamento tecnico. Vorrei giocarmela con chi si è conquistato la promozione».

Confidate di farcela a centrare l’obiettivo economico?
«Ci rivolgiamo alla milanesità per cavalcare quest’onda arancione. Sono convinto che se riusciremo a fare il primo anno, con dei buoni risultati, gli altri sponsor arriveranno al seguito».

Foto: Marco Brioschi

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