vero volley-revivre
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Tecnicamente Vero Volley-Revivre, valida per la settima giornata di ritorno di Superlega, in programma domenica alle 18.00 alla Candy Arena di Monza, non è un derby cittadino ma “soltanto” (si fa per dire) un derby lombardo. Di fatto, però, le sedi legali delle due società distano tra loro poco meno di due chilometri e sono entrambe in zona Rubattino, nella zona est di Milano.

È per questo – e per quella la rivalità che affonda le radici nel campionato 2011/12 quando il Segrate del presidente Fabio Carpita (oggi consigliere delegato) non aveva ancora ceduto il titolo al Powervolley di Lucio Fusaro e il Vero Volley giocava con i colori di Milano – che la gara riveste tutti i crismi di un derby con la D maiuscola.

Nicola Pesaresi, libero biancoblu, è uno che c’era allora e che c’è oggi: «Ma per me e per i miei compagni quella contro Monza è una partita come le altre. Viviamo serenamente i giorni che ci separano dalla gara sapendo di affrontare un’avversaria forte che, come noi, vuole portare a casa il risultato».

Che nel girone di andata, al PalaYamamay, è stato a favore dei brianzoli…
«Eravamo partiti subito bene, ma non siamo riusciti a capitalizzare il vantaggio perdendo il primo set. A quel punto le cose si sono complicate e non siamo riusciti a completare la rimonta dallo 0-2. E dobbiamo aspettarci una partita altrettanto complicata che, stavolta, vogliamo vincere noi».

Come squadra, però, avete fatto tantissimi passi avanti da quel momento.
«Il nostro inizio di campionato non è stato dei migliori. Poi, complice il lavoro in palestra e qualche risultato che ha tirato su il morale, il girone di ritorno fin qui è andato bene (sei vittorie su sei gare, ndr). L’importante è ricordarci sempre che questo è un torneo nel quale non si può mai abbassare né la tensione, né la qualità del gioco e questo non è semplice in stagioni così lunghe».

Tra le vittorie di questo girone di ritorno c’è il 3-0 a Modena. Poi Modena, però, ha avuto la meglio nei quarti di Coppa Italia. Qualche rammarico?
«C’è sempre quando si perde. Al PalaPanini abbiamo provato a fare l’impresa, ma ci siamo persi nei momenti cruciali di alcuni set».

Non c’erano i 12.500 del Forum a incitarvi…
«Quella gara è stata davvero emozionante e perfetta nel pre e nel post partita. Però in campo penso solo a giocare non a quello che sta intorno».

Anche quando a Bari, qualche giorno dopo la gara del Forum, vi è capitato di giocare in un palasport deserto?
«L’emozione cala ma c’è sempre lo stimolo di fare punti per la classifica».

A proposito di classifica, il vostro obiettivo resta quello di posizionarvi al meglio nella griglia playoff?
«Intanto dobbiamo qualificarci cercando di vincere più partite possibili».

Da libero non ti senti mai un birillo che tutti vogliono abbattere?
«Un birillo mai, ma sono pronto a soffrire per un ruolo che amo».

Ti preoccupa più la ricezione delle battute potenti o di quelle tecniche?
«Ormai ogni battuta fa storia a sé e non me ne ricordo una facile».

Ti ricordi, invece, la difesa più rocambolesca?
«Diciamo la più divertente, a Latina una palla toccata dal muro mi è rimbalzata sul piede e dal contrattacco è arrivato un punto. Meglio di così…».


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