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10. 12. 2022 09:11

Milano Digital Week tra relazioni, inclusione e criticità: così si ribalta la visione del digitale

Dentro il tema della nuova edizione, con l’obiettivo di ribaltare la visione più “comune” sul digitale. Che è, sì, un mezzo di conoscenza di relazioni e di inclusione, ma che non può (più) escludere le criticità sull’uso inappropriato delle tecnologie

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Le mille sfaccettature delle nuove tecnologie sono al centro della Milano Digital Week, che dal 10 al 14 novembre presenta 400 fra incontri, eventi e laboratori gratuiti in diversi luoghi della città promossi dal Comune di Milano e realizzati da IAB Italia, Cariplo Factory e Hublab. Il tema di questa edizione, che torna in presenza dopo due anni, è Lo sviluppo dei limiti, titolo di una ricerca del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston del 1972 che teorizzava la prima critica ambientalista del modello di crescita economica occidentale in continua espansione.

A distanza di 50 anni da quel testo, l’intento degli organizzatori della manifestazione è di ribaltare questa visione riflettendo sul ruolo del digitale come mezzo di conoscenza di relazioni e di inclusione, non sottraendosi però dall’evidenziare anche gli aspetti più critici dell’uso inappropriato delle tecnologie. La cinque giorni comincia giovedì alle 11.00 a Palazzo Marino, dove il Comune di Milano presenta il suo Manifesto del Board per l’innovazione Tecnologica e la Trasformazione digitale, il progetto Cyber Secure City e, nel pomeriggio, affronta il tema degli Open Data pubblici.

Alle 19.00 nell’aula Magna dell’Università Cattolica l’attore Massimo Popolizio interpreta proprio il testo tratto dalla ricerca del MIT I limiti dello sviluppo. La MDW si concluderà lunedì alle 19.30 alla 24ORE Business School (via Monte Rosa, 91) con il dialogo fra il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli e l’artista multimediale Cristian Rizzuti.

Quest’ultimo presenta Milano Breath, installazione interattiva audiovisiva composta da 24 barre luminose che mostrano il livello di inquinamento di Milano di giorno e di notte. In mezzo si snodano iniziative che affrontano diversi temi suddivisi nelle aree “salute”, “lavoro”, “ambiente”, “governance”, “educazione e formazione”, coinvolgendo università, fondazioni, accademie, aziende, associazioni e cittadini, bambini e ragazzi compresi: tanti soggetti che formano una sorta di grande assemblea generale.

Milano Digital Week, l’intervista al curatore Nicola Zanardi: «Immaginiamo la Milano del futuro»

«Crediamo che il digitale sia un linguaggio utile a far parlare tanti soggetti. Toccheremo diversi temi, dall’arte alla cultura, dalla conoscenza allo sviluppo economico, e soprattutto cercheremo di capire che società vogliamo disegnare per il futuro». Nicola Zanardi, curatore della manifestazione e amministratore delegato di Hublab, presenta così a Mi-Tomorrow la quinta edizione della MDW.

Questa edizione è intitolata Lo sviluppo dei limiti. Può spiegare come si lega questo concetto alla manifestazione?

«A distanza di 50 anni dal rapporto del MIT, come svilupperemo la nostra società, sapendo che le energie fossili mettono sempre più a rischio il riscaldamento globale? Che ruolo avrà il lavoro rispetto ai decenni precedenti, dato che ce ne sarà sempre meno, o sarà comunque diverso? Attraverso la MDW cercheremo di capire che prospettive abbiamo in tutti i campi della società. Riteniamo che il digitale sia un elemento fondamentale innanzitutto per accogliere e rendere accessibili a più persone possibili una serie di funzioni. Dopo aver lanciato il tema di questa edizione, siamo rimasti stupiti dalle proposte che ci sono arrivate in poche settimane, molte delle quali avevano a che fare con il rapporto fra digitale e salute».

A chi si rivolge la MDW?

«Fin dalla prima edizione abbiamo deciso di rivolgerci innanzitutto ai cittadini. Poi naturalmente ci sono aziende, fondazioni e player che ci aiutano a proporre un programma completo. Puntiamo molto sull’alfabetizzazione digitale, dai ragazzini agli anziani, che hanno necessità di gestire tanti aspetti della loro vita attraverso la tecnologia».

Si sonda anche l’altra faccia della medaglia di una società ipertecnologica…

«Proprio così. Venerdì alle 14.30 alla fondazione ENI ci sarà un incontro dal titolo Ethos e Techne con la fondazione Tronchetti Provera e la scuola Meta del Politecnico proprio sui temi etici legati agli algoritmi e alle tecnologie, argomento che sarà affrontato nello stesso giorno alle 11.00 nel dibattito Il capitalismo delle piattaforme».

Milano è al centro di tanti incontri, come ad esempio Progettare il software della città, al quale lei parteciperà personalmente lunedì al Mind. Come sarà la Milano del futuro?

«Nell’affrontare un millennio complesso come questo, con tutte le sue contraddizioni, Milano sta cominciando a considerare la sostenibilità non solo in termini di “come lasceremo l’ambiente”, ma come un passaggio di conoscenze fra generazioni. I ragazzi ad esempio hanno un rapporto con il lavoro meno identitario e più frammentato. Questo, sommato al fatto che la nostra società invecchia sempre di più e che siamo meta di flussi migratori, porterà inevitabilmente a ridisegnare la città. Costruire un nuovo quartiere, come quello attorno a Mind, è molto più complesso di un tempo».

Ovvero?

«Ci sono da considerare una serie di vincoli, di temi energetici, di infrastrutture e di bisogni dei cittadini: elementi che necessitano di tecnologie che li mettano in connessione. In futuro Milano dovrà riuscire a “decantare” tutte le conoscenze che abbiamo e a trasformarle in un progetto più partecipato».

Milano Digital Week, l’agenda

TOUR VIRTUALE NELL’OSPEDALE DI RENZO PIANO

Casa Emergency propone un tour virtuale nell’ospedale pediatrico realizzato da Renzo Piano in Uganda: una struttura innovativa e rispettosa dell’ambiente nata dall’amicizia tra l’architetto e Gino Strada. Il progetto è illustrato da Guido Geminiano di Impersive, azienda che ha realizzato l’infrastruttura multimediale.

Giovedì alle 18.30

Casa Emergency

Via Santa Croce, 19

IL LINGUAGGIO DELLA CITTÀ DEL FUTURO

Workshop organizzato da ENI per scoprire la Milano di domani. Applicando la metodologia del “Future thinking”, ogni gruppo partecipante potrà sperimentale una città futuristica. Attraverso il lavoro in micro-team si immagineranno nuovi modi di vivere, definendo i servizi di accoglienza, di sostenibilità e il ruolo delle aziende.

Venerdì alle 11.00

Liberty Tower

Piazza del Liberty, 4

WORKSHOP DI CINEMA

Il cinema ovunque. Riattivazione digitale dello spazio pubblico è un laboratorio che si concentra sul tema della digitalizzazione del cinema e della riscoperta dello spazio pubblico come luogo di intrattenimento collettivo tramite tecnologie di uso comune che permettano di condividere interattivamente spazi ed emozioni.

Venerdì alle 9.30

Politecnico

Piazza Leonardo da Vinci, 32

DA GLOBALE A LOCALE

L’agenda 2030 dell’ONU sulla sostenibilità è al centro di un incontro con istituzioni internazionali, istituzioni pubbliche nazionali e protagonisti del cambiamento impegnati sul territorio. I relatori illustreranno esempi concreti di azioni per la riduzione di emissioni, della riqualificazione e della rigenerazione urbana.

Venerdì alle 10.30

Fondazione Eni Enrico Mattei

Corso Magenta, 36

IL DIGITALE CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE

Alcuni importanti attori del settore contro lo spreco alimentare si confrontano su come il digitale possa avere un impatto positivo ed essere uno strumento fondamentale per il futuro. Intervengono Ilaria Ricotti di Too Good to Go, Abderrahmane Amajou di Slowfood International e Alberto Piccardo di Recup.

Sabato alle 15.00

Cariplo Factory

Via Bergognone ang. via Tortona, 23

LOTTA ALL’ULTIMA PAROLA SUL METAVERSO

Death-Meta è l’incontro-scontro tra il giornalista Andrea Daniele Signorelli e Alessio Carciofi, autore del libro Vivere il Metaverso: due posizioni opposte a confronto sul mondo digitale immersivo. Il Metaverso è davvero la frontiera dell’innovazione o è un progetto destinato al fallimento?

Sabato alle 12.00

Cariplo Factory

Via Bergognone ang. via Tortona, 23

DIGITALIZZAZIONE DELL’ARTE

Con Google Arts & Culture, si entra nel mondo della digitalizzazione dell’arte, ovvero la raccolta di immagini ad alta risoluzione di opere esposte nei musei del mondo per renderle accessibili a tutti. Nell’incontro Mattia Tarelli e Marta Bardazzi di Google illustreranno progetti del Teatro alla Scala e del Duomo di Milano.

Sabato alle 15.00

ADI Design Museum

Piazza Compasso d’Oro, 1

UN AVATAR PER AMICO

Evento organizzato da Evodeaf con lo scopo di creare un Avatar Intelligente in grado di far comunicare persone udenti con persone sorde e viceversa attraverso una tecnologia d’intelligenza artificiale e algoritmi di “machine Learning”, sviluppando così un ecosistema che punta a ridurre le barriere sociali di comunicazione.

Sabato dalle 10.00 alle 17.30

Sala della Chiesa Apostolica

Via Adige, 11

CREA IL TUO ROBOT

Education for the future è il laboratorio organizzato da OFpassiON per bambini e ragazzi dai 3 ai 12 anni che insegna a costruire un robot seguendo le regole del metodo educativo nato dalla collaborazione con il MIT i Boston. Tutte le attività mirano a sviluppare diverse forme di intelligenza: spaziale, logico-matematica e cinestetica.

Sabato alle 15.00

Auditorium Magnete

Via Adriano, 49

DAL DIGITALE AL PEDALE

Seguendo una traccia GPS creata ad hoc, partirà una bicicletta organizzata dall’associazione La Bici Verde che formerà la scritta MDW (Milano Digital Week) su percorso cittadino di 46 chilometri: da via Lorenteggio a piazza Sire Raul. Si tratta di un momento ludico dove la cultura digitale e la cultura della bici promuoveranno una Milano più sostenibile.

Domenica alle 9.00

Da via Lorenteggio e via Bisceglie

fino a piazza Sire Raul

Milano Digital Week, da non perdere: Massimo Popolizio apre le danze

La serata inaugurale della Milano Digital Week si apre giovedì alle 19.00 nell’aula magna dell’Università Cattolica con il monologo: Il rapporto sui limiti dello sviluppo, 50 anni dopo – Allarmi dal pianeta terra. A leggere il testo scritto dalla drammaturga Magdalena Barile è stato chiamato Massimo Popolizio, attore e regista teatrale, in scena fino a poche settimane fa al Piccolo Teatro Strehler con M. Il figlio del secolo, tratto dal libro di Antonio Scurati. «La crescita è uno degli scopi più stupidi mai inventati, ne abbiamo già avuta abbastanza». Parte così il monologo ispirato alle parole di Donella Dana Meadows, una dei quattro ricercatori del MIT che, su richiesta del Club di Roma fondato dall’imprenditore italiano Aurelio Peccei, scrissero il rapporto che nel 1972 lanciò il monito sui rischi che la crescita demografica e lo sviluppo economico avrebbero portato a inquinamento ed esaurimento delle risorse. Un allarme più che mai profetico.

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