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31. 07. 2021 20:22

Cannabis light: il boom delle vendite e la new canapa economy. Un fenomeno senza precedenti

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Da diversi anni a questa parte, si parla tantissimo di cannabis light. Il motivo è molto semplice: in diversi Paesi del mondo, tra i quali è possibile citare l’Italia, è stata legalizzata. Nel caso specifico del nostro Paese, si parla della Legge 242/2016, entrata in vigore nel gennaio dell’anno successivo.

Secondo quanto stabilito da questo testo normativo, che ha adeguato la situazione del nostro Paese al quadro europeo, è possibile vendere e acquistare cannabis caratterizzata da una percentuale di THC compresa tra lo 0,2 e lo 0,6%.

Stiamo parlando del principio attivo psicoattivo per eccellenza, contenuto in quantità a dir poco minime. Alla luce di ciò, la cannabis light non può essere considerata un prodotto stupefacente. L’entrata in vigore della suddetta legge ha portato alla nascita di quella che molti chiamano con il neologismo new canapa economy.

Un parametro interessante per rendersi conto di come il mercato negli ultimi anni sia esploso riguarda l’estensione delle coltivazioni, che è decuplicata nel giro di 5 anni. In generale, il giro d’affari in Italia ammonta a diverse decine di milioni di euro, con una produzione di materia prima concentrata soprattutto in Lombardia tra le provincie di Mantova e Cremona.

A contribuire a questi risultati intervengono diversi business. Tra questi è possibile citare i grow shop – basta fare un giro per le strade di numerosi centri urbani, anche piccoli, per rendersi conto di quanti siano – ma anche gli e-commerce. Portali come Cbdmania.it sono entrati, ormai da diverso tempo, nell’olimpo dei siti di acquisti online di maggior successo.

A tal proposito, è il caso di citare l’esempio della quarantena, che ha visto le vendite di cannabis light, almeno in Italia, schizzare alle stelle. Scopriamo assieme come mai nelle prossime righe.

Cannabis light: boom di vendite

Quando si parla del boom di vendite di cannabis light durante la quarantena, bisogna considerare diversi fattori. Tra i principali è possibile citare lo stress a cui gran parte della popolazione italiana è andata incontro durante i mesi del lockdown. Questo ha portato tantissime persone a orientarsi verso soluzioni naturali in grado di garantire un blando rilassamento.

In questo novero, è possibile includere il CBD o cannabidiolo, il principio attivo della cannabis più famoso dopo il THC. Privo di effetti psicoattivi, il CBD è particolarmente consigliato a chi soffre di insonnia. Attenzione: quando lo si chiama in causa è cruciale specificare che non si tratta di una soluzione adatta per trattare condizioni patologiche, come per esempio la depressione. In questi frangenti, la cosa giusta da fare è rivolgersi a uno psicologo.

Tornando al boom delle vendite di cannabis light durante i mesi del lockdown ricordiamo che diversi e-commerce hanno visto i loro ordini decuplicare. Questo ha portato, per far fronte all’ovvia necessità di recapitare la merce nel minor tempo possibile, alla nascita di servizi di delivery dedicati.

Quali sono stati i prodotti più richiesti? Nell’elenco è possibile citare numerose alternative. Giusto per fare qualche esempio, ricordiamo i prodotti a base di CBD. Il cannabidiolo può essere assunto in diversi modi. Tra i principali troviamo senza dubbio l’olio, che ha l’oggettivo vantaggio della semplicità di gestione. Può essere infatti portato in borsetta e utilizzato al bisogno (non ha alcun effetto collaterale ma, nonostante questo, prima di iniziare ad assumerlo è consigliabile chiedere al proprio medico curante).

Il CBD può essere assunto anche tramite cristalli, altro prodotto popolarissimo online. In questo caso, si può fare riferimento pure alla versatilità. I cristalli di CBD possono essere infatti sciolti sotto la lingua, vaporizzati o aggiunti a dei cibi, facendo attenzione a non scaldarli onde non alterarne le proprietà.

Cannabis light: il boom delle vendite e la new canapa economy

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