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18. 05. 2022 22:27

Umberto Eco: a Milano la sua stanza segreta apre al pubblico

I suoi libri, le sue pipe, i suoi segreti, tutto sarà visitabile

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Tutte le tesi sostenute da Umberto Eco, i suoi segreti, i suoi libri, la sua vita personale e molto altro saranno ora accessibili a tutti grazie alla biblioteca Braidense, che ha ricreato nei suoi spazi lo studiolo segreto dello scrittore. Un modo per omaggiare chi, nella vita, è stato tutto e ha percorso in modo trasversale la storia italiana: semiologo, filosofo, scrittore e perfino cantante, ma anche traduttore, accademico, bibliofilo e medievalista italiano: tutto questo e molto altro ancora è stato Umberto Eco.

Umberto Eco, il suo studiolo apre ora al pubblico

Ben inteso, non si tratta della casa di Umberto Eco. Il saggista alessandrino, che visse per lunghi tratti a Milano e qui morì il 19 febbraio del 2016 a 84 anni nella sua casa di Piazza Castello, verrà ora ricordato dalla biblioteca braidense che ha deciso di ricreare lo studiolo del maestro, in una stanza allestita all’interno proprio dei suoi spazi. Lì dove Umberto Eco conservava i segreti dei suoi libri antichi. Uno spazio che assomiglia all’originale della casa dello scrittore e che contiene, tra le altre cose, ben 1328 titoli. Uno studio dove Umberto Eco viveva e creava, dove non erano presenti né telefoni, né computer. 

Un’operazione da 2,5 milioni di euro

Per la creazione dello studiolo di Umberto Eco presso la biblioteca Braidense di Milano ci sono voluti due anni. Durante i quali sono stati molti gli attori in campo: ovviamente gli eredi, ma anche lo Stato e varie istituzioni pubbliche. Alla fine, nel 2018, quando il Ministro della Cultura Dario Franceschini, su input del direttore di Brera, James Bradburne, ha acquistato per 2,5 milioni di euro i 1300 libri antichi, mentre la famiglia Eco si è impegnata a donare i 40mila volumi moderni e l’archivio personale. Il secondo blocco andrà in comodato d’uso alla Biblioteca dell’Università di Bologna, dove Eco insegnò, il resto rimarrà alla Braidense.

Umberto Eco, la sua storia nei suoi libri

Umberto Eco non ha mai vinto il premio Nobel per la letteratura. Tra le sue molte opere, alcune famose e tradotte in moltissime lingue, non si può non citare «Il nome della rosa», «Il pendolo di Foucault», «Filosofi in libertà», «Costruire il nemico e altri scritti occasionali», «Apocalittici e integrati» e «Il fascismo eterno». Nella sua lunga carriera ha ricevuto moltissime lauree honoris causa, anche se è salito alle cronache della ribalta soprattutto nel 2015, quando parlando di social e web disse che questi sono strumenti per «legioni di imbecilli» per porsi sullo stesso piano di un vincitore di un Premio Nobel.

Qual è la tesi sostenuta da Umberto Eco e quanti libri ha venduto nella sua lunga carriera

La tesi portata da Umberto Eco nella rubrica sul quotidiano “L’Espresso”, intitolata La bustina di Minerva, consiste nell’affermare che i libri non possono essere sostituiti da nessun dispositivo elettronico. Tra i libri italiani, i più venduti di sempre, come prevedibile, sono “Il nome della rosa” (oltre cinquanta milioni di copie) e “Pinocchio” di Carlo Collodi (oltre trentacinque milioni).

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