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22. 10. 2021 02:22

Assembramenti per lo scudetto dell’Inter, Sala: «Non abbiamo offerto appigli ai professionisti della guerriglia»

Dopo 24 ore di silenzio Sala si esprime sui festeggiamenti per lo scudetto dell'Inter: il video

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Dopo ventiquattro ore di silenzio il sindaco Sala parla degli assembramenti visti in occasione dei festeggiamenti dello scudetto dell’Inter con migliaia di tifosi presenti in piazza Duomo. Il primo cittadino, come ormai ci ha abituato, affida le sue parole ad un video postato sui social.

Le dichiarazioni. «Ho voluto far passare appositamente una giornata – esordisce Sala -. Capisco che certe immagini abbiano colpito la sensibilità dei milanesi e che molti di loro siano arrabbiati. Capisco invece meno la strumentalizzazione politica».

Il sindaco passa poi ad elencare i motivi per cui non si sarebbe potuta gestire in maniera alternativa la piazza domenica scorsa. «Era prevedibile che i tifosi scendessero in piazza, ma impossibile evitarlo- prosegue Sala -. Sarebbe successo lo stesso in altre città. Con il prefetto e il questore abbiamo analizzato se chiudere o meno piazza Duomo: i benefici sarebbero stati molto meno dei rischi. Avremmo visti assembramenti ancora più pericolosi nelle strade. Inoltre, non potevamo utilizzare idranti o cose del genere contro i tifosi, non era il caso».

Sala passa poi alle accuse politiche e replica a Salvini. «Ho sentito tante idee, ma nessuna sensata. Mi spiega Salvini come avrebbe portato 20mila tifosi allo stadio senza che si assembrassero in entrata e in uscita. E poi come avrebbe garantito che non si abbracciassero all’interno? Questa è l’ideona di uno che ha fatto il ministro dell’Interno e dovrebbe essere competente in materia. Inoltre, la Lega si è distinta per aver i suoi membri anche in piazza a festeggiare. È bellissima la chicca della Sardone che posta una foto con la mascherina dell’Inter e dice che era in piazza a comprare un vestito».

Infine il sindaco ribadisce che è necessario sempre trovare un compromesso. «C’è chi ha nostalgia per il lockdown e chi vorrebbe aprire tutto. In una città non esiste un tasto acceso o spento: questo comportamento fa parte di paesi che non sono il nostro. Non credo che le famiglie che hanno festeggiato in piazza siano degli attentatori alla salute. So solo che non  abbiamo offerto appigli ai professionisti della guerriglia urbana e le forze dell’ordine hanno fatto rispettare a tutti il coprifuoco».

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