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22. 09. 2021 12:50

Fontana: «Mi aspettavo una discesa più veloce. Librerie? Serve rigore»

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«Aspetteremo quello che ci dicono i nostri esperti, i virologi e gli epidemiologi per capire l’andamento di questa curva che sta rallentando ma molto molto adagio. Io ero convinto che rallentasse più velocemente, ma mi auguro che sia una questione di giorni». Così il governatore lombardo Attilio Fontana sulla situazione dei contagi da Covid-19 sul territorio. «Mi auguro che presto si vedano ancora di più gli effetti benefici di questa chiusura perché probabilmente stiamo ancora vedendo le cose del periodo in cui eravamo semichiusi», ha aggiunto il presidente della Regione.

I controlli. «Io vorrei che mi facessero delle contestazioni specifiche sugli errori – ha aggiunto Fontana parlando dei controlli -. Purtroppo noi abbiamo seguito i protocolli, abbiamo fatto tutte le scelte in accordo con l’Istituto superiore di Sanità. Abbiamo dovuto ricorrere alla ospedalizzazione perché da noi la gente se non veniva ospedalizzata purtroppo non riusciva a sopravvivere. Quindi vorrei capire quali possono essere le contestazioni sugli errori commessi».

Gli apparecchi. Quanto ai numeri dei dispositivi, il governatore ha ricordato che in Lombardia «abbiamo più che raddoppiato i ventilatori. Siamo partiti con 725 respiratori all’inizio della crisi e siamo arrivato a oltre 1.600, quindi li abbiamo più che raddoppiati».

Le restrizioni. Infine, sulle riaperture, il governatore della Lombardia sposa la linea del rigore: «Abbiamo cercato di essere più rigorosi possibile, abbiamo chiesto di poter tenere chiuso il maggior numero di negozi». E ancora: «Purtroppo fa parte delle nostre abitudini, quando si entra in libreria, prendere in mano tanti libri, toccarli, aprirli, sfogliarli e poi magari rimetterli al loro posto, e questo può essere sicuramente un motivo di contagio notevole». Sui negozi per l’infanzia: «Abbiamo fatto una valutazione che ci è arrivata da un gruppo di mamme che stanno per partorire che ci hanno detto “non siamo in grado di acquistare i beni di prima necessità per i nascituri” ma si tratta di un numero di persone molto limitato».

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