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07. 05. 2021 19:16

Galli, dopo la smentita del Sacco arriva anche quella dal Santi Paolo e Carlo: «Non c’è stato un aumento dei ricoveri»

Dal Santi Paolo e Carlo raccontano di uno scenario completamente differente da quello ipotizzato dal prof. Galli

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Dopo la smentita dell’Ospedale Sacco alle dichiarazioni del prof. Galli, arrivano anche le dichiarazione della professoressa Antonella d’Arminio Monforte, Direttrice delle Malattie Infettive Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, la quale conferma che la situazione legata all’aumento dei contagi legati alle varianti Covid sia effettivamente sotto controllo.

La situazione.  «Nelle ultime settimane non c’è stato un aumento di ricoveri, dovuto alla cosiddetta variante inglese del virus, come accaduto altrove – spiega la dott.ssa Monforte -. Da giorni e giorni abbiamo un’affluenza in pronto soccorso di poche persone. E non tutte sono da ricoverare. La situazione non è così drammatica».

Inoltre l’esperta spiega anche che la procedura per individuare le varianti è piuttosto lunga e viene effettuata solo su determinati casa. «Il procedimento per individuare le varianti non è così veloce o automatico – aggiunge -: implica il sequenziamento di tutto il genoma del virus, ci vuole tanto tempo e personale dedicato. E’ un processo lungo, si fa solo per casi fortemente sospetti, indicati dal ministero».

Per quanto riguarda la situazione nei reparti Covid i progressi si vedono rispetto agli scorsi mesi. «Abbiamo un tasso di mortalità che si è quasi dimezzato rispetto a un anno fa, nelle persone ricoverate – sottolinea la direttrice -. Forse i pazienti arrivano prima, forse il virus è meno aggressivo e forse ci sono delle terapie migliori».

La dottoressa Monforte

Anche sulla possibilità di un nuovo lockdown, la dottoressa Monforte non la ritiene una misura fondamentale: «È assodato che se si chiude tutto c’è una netta diminuzione della circolazione e della diffusione del virus – conclude -. Ma a che prezzo? Non solo dal punto di vista sociale, economico, psicologico, ma anche da un punto di vista sanitario c’è un prezzo da pagare rispetto alle altre patologie. Ci sono tante persone che hanno bisogno di cure, persone con patologie gravi che non si avvicinavano al pronto soccorso per paura del contagio. Io sarei più per dei lockdown localizzati: c’è un piccolo cluster e si chiude la zona».

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