gentilezza
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Si dice che gentilezza cambierà il mondo e che, se devi scegliere tra la gentilezza e l’avere ragione, si debba optare per la prima. Poeti, cantautori e registi hanno dedicato aforismi e riflessioni alla gentilezza.

 

Non quella dettata da formalità e sorrisi di circostanza, ma quella che corrisponde a uno stato d’animo di profondità, altruismo ed empatia verso il prossimo. Proprio per celebrare questo sentimento e per ricordarne gli effetti positivi, è stata indetta una giornata mondiale, che cadrà domani. Ricorre ogni 13 novembre, è stata indetta durante una conferenza a Tokyo nel 1997 e in Italia si festeggia dal 2000, ormai praticamente da vent’anni.

Il progetto. Quest’anno, per la prima, è stato organizzato un festival a tema con iniziative diffuse in tutto lo Stivale che andranno avanti per tutta la settimana e coinvolgeranno enti, librerie, attività commerciali e scuole. Il festival nasce dal progetto “ColtiviAmo Gentilezza”, ideato da Viviana Hutter, scrittrice e Margherita Rizzuto, project manager e Antonio Puzzi, antropologo culturale e giornalista.

«Crediamo che solo attraverso la diffusione delle buone pratiche si possa creare un effetto moltiplicatore – il commento degli organizzatori -. Crediamo che solo ridiventando gentili si possa attuare il vero cambiamento e quindi avere un futuro e un mondo migliore. Obiettivo del progetto è puntare l’attenzione sull’importanza di diffondere le buone pratiche gentili e l’educazione alla gentilezza per poter migliorare il mondo attraverso piccole azioni di tutti i giorni.

Il Festival intende dunque sensibilizzare le persone a essere gentili per cambiare il mondo a partire dalle piccole azioni, ricevere e donare felicità, diffondere il concetto di gentilezza e le sue buone pratiche. Il cuore pulsante in cui nasce il festival diffuso sarà la città di Napoli, che storicamente è definita come la città “gentile”, nel senso antico del termine: nobile, amabile, accogliente».

A Binasco. Nel milanese, ha aderito al progetto l’istituto comprensivo di Binasco, dove è stato allestito un angolo della gentilezza a disposizione di studenti e insegnanti, è stato distribuito un decalogo della gentilezza e predisposte letture dedicate alla tematica. Le iniziative saranno poi giovedì all’Asilo nel bosco e nello store milanese Eccellenze campane: «per uno scontrino di minimo 25 euro, sarà offerto per ogni coperto in esso incluso 1 dolce – rendono noto i titolari -. La tradizionale “svergognatella” per quel giorno si chiamerà la “gentilezza” perché con questo dolce abbiamo l’incontro gentile tra sfogliatella e babà». I dettagli del progetto su coltiviamogentilezza.it e sulla pagina Facebook ColtiviAmo Gentilezza.

CHI HA ADERITO

Istituto comprensivo di Binasco
Piazza XXV Aprile, 30/A, Binasco (Mi)

Eccellenze Campane
Via Cusani 1, Milano

Asilo nel bosco
Via Cavriana 38, Milano

Librotropoliss
Via Cascina Croce 226, Cornaredo (Mi)

DECALOGO

Dieci regole per le buone azioni

1 No panic. Essere gentili riduce l’ansia. Lo hanno confermato due psicologhe americane, Trew e Alden. Da uno studio del 2015 svolto su un campione di studenti che aveva dichiarato di provare disagio nei rapporti interpersonali, è emerso che essere gentili calma il panico e aiuta a vivere meglio in società

2 Elisir di lunga vita. Avere comportamenti gentili e rivolti al prossimo fa bene alla salute, non solo psicologica ma anche fisica. Nel 2013 la psicologa Fredrickson, con una serie di analisi mediche, ha dimostrato che tra gli effetti positivi dell’altruismo c’è la buona salute fisica e che addirittura può renderci più longevi.

3 Euforia. Cosa succede al cervello quando compiamo una buona azione? A livello biochimico, scattano combinazioni naturali di morfina ed eroina. Aumentano i livelli di dopamina e si ottiene l’effetto Helper’s High: una sensazione di profonda euforia seguita da piacevole calma.

4 Effetto domino. È questione di neuroni specchio: la gentilezza chiama gentilezza e innesca una serie di reazioni positive negli altri, secondo il meccanismo della reciprocità. Per le neuroscienze, chi vede il suo interlocutore sorridere è propenso a fare la stessa cosa e si comporterà a sua volta in modo cordiale

5 Autodifesa. Proprio per l’effetto domino, la gentilezza è un ottimo meccanismo di autodifesa. Se qualcuno vi risponde male, vi taglia la strada in macchina o cerca di attaccar briga, invece di fare il suo gioco provate a sorridergli. Molto probabilmente si sentirà costretto a cambiare completamente atteggiamento

6 Youngness. Essere gentili provoca calore emotivo e questo sprigiona ossitocina, che è fondamentale contro l’invecchiamento dell’organismo. Riduce i livelli di radicali liberi e l’infiammazione del sistema cardiovascolare. Tutto ciò causa un rallentamento dell’invecchiamento

7 Omm. In generale, la gentilezza ha sul corpo un potente effetto anti-infiammatorio. Alcuni studi sulla meditazione buddista tibetana della gentilezza e compassione hanno confermato che questi due sentimenti hanno un effetto anti-infiammatorio nel corpo, probabilmente a causa delle ripercussioni sul nervo vago

8 Cuori d’acciaio. Essere gentili fa bene al cuore. Non solo in senso figurato. Secondo quanto è emerso da uno studio italo-americano dei ricercatori del National Institute on Aging di Baltimora, in chi ha un temperamento aggressivo aumentano le probabilità di ictus e infarto, che invece si riducono in chi è ben disposto verso il prossimo

9 E polmoni di piombo. A essere gentili si respira meglio. Anche in questo caso, lo dicono gli studi. Sembrerebbe infatti che la gentilezza migliori quel senso di costrizione ai polmoni che provoca gli attacchi di asma. In alcuni soggetti infatti, la gentilezza è stata utile a liberare le vie respiratorie

10 Dream team. Essere gentili migliora anche le prestazioni sul lavoro, in particolare quello in gruppo. Jonathan Bohlmann, della North Carolina State University, ha dimostrato che con la gentilezza le prestazioni in team aumentano e che chi ha un atteggiamento positivo e altruista viene considerato un leader migliore


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