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21. 02. 2024 01:46

Futuro ciclabile? Non per il Municipio 5: «Il Sud Milano è scoperto»

Il piano della mobilità dolce sviluppato in questa fase di convivenza con il coronavirus non contempla il Municipio 5. La consigliera Tosoni: «Manca il coraggio di cambiare»

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Nel piano che il Comune di Milano ha sviluppato per accompagnare una mobilità dolce (piste ciclabili, zone 30, piazze pedonali) in questa fase di convivenza con il coronavirus, spicca un grande assente come il Municipio 5.

Lo conferma Natascia Tosoni, consigliera comunale di Milano Progressista e vicepresidente della commissione urbanistica, edilizia privata e sistema agricolo milanese.

 

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Futuro ciclabile, parla la consigliera Natascia Tosoni

Lunedì scorso avete tenuto un video-incontro per raccogliere idee su una strategia di cambiamento.
«Esatto, condividendolo con Legambiente, Italia Nostra , WWF, BikeItalia, Genitori Antismog, Massa Marmocchi, Cittadini per l’Aria, esperti, tecnici e amministratori della Città Metropolitana. Ci siamo concentrati su soluzioni generali e meno locali. Una soluzione che crediamo percorribile, anche a livello locale, è il car pooling perché riunisce tre-quattro persone che fanno lo stesso tragitto o lavorano vicino, abbattendo l’abuso dell’auto privata».

Come lo immaginate?
«Si può partire dalle aziende consistenti, aprendo un contatto con i mobility manager e trovando modalità incentivanti anche a livello tariffario per i parcheggi di scambio».

Natascia Tosoni
Natascia Tosoni

Lei ha accusato la giunta di aver dimenticato il Sud Milano.
«Premettendo che condivido la linea intrapresa dal Comune, ritengo che qui si possano fare tantissime cose a livello di mobilità e con una spesa contenutissima. Parliamo di un’ampia zona destinata a cambiare: lo scalo ferroviario, l’area in rivalutazione con Fastweb in piazza Olivetti, lo studentato universitario nell’ex consorzio agricolo di via Ripamonti e la nuova scuola internazionale in realizzazione vicino a Fondazione Prada che porterà all’aumento di flusso quotidiano di migliaia di persone. Dobbiamo attenderci altre migliaia di persone in macchina?».

Quali proposte portate avanti?
«Si tratta di quattro progetti ciclabili, tutti collegati. Il primo prevede di prolungare la lunga ciclabile che dal capolinea del tram 24 porta a Noverasco anche ad ovest (lungo via Virgilio Ferrari e via Bazzi fino a Tibaldi-Bocconi, ndr) e ad est (girando per il quartiere Fatima, risalendo lungo via Broni e ricollegandosi a via Lorenzini, ndr). Il secondo vuole connettere piazza Abbiategrasso a via Bazzi passando da piazza Agrippa: il progetto, presentato anni fa, è rimasto sospeso. Il terzo riguarda il collegamento tra Corvetto e Chiaravalle: manca una piccola parte, ma va fatta. Il quarto è relativo al traffico limitato in via Vaiano Valle».

Soffermiamoci su quest’ultimo.
«Inizialmente prevedevamo di chiudere al traffico automobilistico la via nei mesi estivi. La giunta, a febbraio, ha però proposto di estendere il periodo da aprile ad ottobre: questa modifica necessitava di un atto formale di assenso del Municipio 5. Ora siamo a maggio e il Municipio non ha ancora risposto. E stiamo perdendo tempo prezioso per capire il livello di apprezzamento dell’iniziativa, per riscoprire il turismo di prossimità e l’impatto sullo sversamento dei rifiuti che qui è la norma».

Manca il coraggio?
«Sì. Penso a via Ripamonti, dove serve trovare i finanziamenti e stravolgere la via studiando nuovi marciapiedi, nuovi parcheggi e la metrotranvia. Il tram 24 soffre perché non è tutto in corsia preferenziale. Prima dell’emergenza, stavamo anche rivalutando la fattibilità di un ramo di metropolitana che da Crocetta arrivasse proprio in Ripamonti. Insomma, dobbiamo tornare a bomba su alcuni collegamenti indispensabili per rendere possibile una mobilità diversa. A maggior ragione ora».

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