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23. 09. 2021 04:17

Aiello torna con un nuovo tormentone estivo: «Non chiedetemi il reggaeton…»

Aiello prova a bissare il successo estivo di Vienimi con Fino all’alba, ma senza abbandonare la sua cifra: «È il mio manifesto per l’amore libero»

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In attesa dell’autunno in cui tornerà sul palco con il Meridionale Tour, Aiello dà seguito al grande successo della scorsa estate di Vienimi (a ballare) con Fino all’alba (ti sento), un vero e proprio «manifesto» dell’artista calabrese, da oggi su tutte le piattaforme digitali.

Aiello: «Non ce la faccio ad uniformarmi ad un cliché»

Possiamo dire che, artisticamente, l’estate tira fuori il meglio di te?
«Senz’altro è il periodo in cui condivido in modo più naturale e autentico le mie origini meridionali perché inevitabilmente, anche a livello sonoro, riesco con facilità a scavare in quel bacino e in quella terra che mi hanno partoriti».

«Mi piacerebbe che la gente ballasse questa canzone e, nel mentre, si sentisse libera di essere, di scegliere, di amare». Ovvero?
«Mettiamola così: io sono il primo che balla quelli che sono i classici tormentoni che quasi tutti ci aspettiamo ogni estate. Sai che usciranno quelle dieci canzoni da quei dieci artisti che occuperanno lo scenario. E io dico “Alleluia!” perché sono preziosissimi, però…».

Però?
«Però, quando mi metto a scrivere, non ce la faccio ad uniformarmi a un cliché. È proprio un mio limite creativo… Se ho voglia di uscire d’estate, com’è successo l’anno scorso e succede ancora quest’anno, ho bisogno di seguire la mia natura. Quindi non per forza devo fare reggaeton, che è fighissimo e apprezzo chi lo sa fare, ma io non ne sono capace. Magari fra due o tre anni imparerò».

Il brano esce nei giorni più caldi del Pride e tu, raccontandolo, auspichi sia un manifesto dell’amore libero. Ecco: a che punto è l’amore libero?
«È stata una combinazione bellissima, spiace purtroppo trovarsi in una società in cui parlare di alcune cose non è scontato: è imbarazzante dover ribadire gli stessi concetti. Più imbarazzante è non aver ancora trovato la quadra sul ddl Zan».

In questi giorni ha fatto rumore il tweet di Madame, soprattutto per come sono state interpretate le sue parole. Che ne pensi?
«Madame è molto giovane, anche se il genere che fa la porta a raccontarsi seguendo una chiave da donna più matura, sfoggiando più durezza ecco. Sono sicuro che il talento e il tempo che ha dalla sua parte le permetteranno di raccontarsi sempre meglio e in maniera più lucida. Sarebbe un peccato se non restasse con i piedi per terra, ma sono sicuro che lo farà».

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