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23. 04. 2024 03:49

Big Event, la fotografia contemporanea sbarca alle Officine del Volo

Sabato e domenica alle Officine del volo arriva la iera per conoscere i grandi fotografi con talk e mostre

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Milano ha finalmente la sua prima festa della fotografia Big Event, che il 14 e il 15 ottobre – dalle 9.30 alle 19.00 – porta alle Officine del Volo di via Mecenate 76/5 una fiera-mercato ideata e organizzata da Fabio Prina e Giuseppe Ferraina, rivolta a tutti coloro che amano questa arte. «Big Event nasce per riportare a Milano un evento che punti non solo sulla tecnologia – spiega Fabio Prina – ma che si rivolga anche a tutti coloro che pensano che la fotografia si possa fare esclusivamente con il proprio cellulare e non conoscono la grande differenza che esiste quando uno scatto viene realizzato con una vera macchina fotografica».

Alle Officine del volo per due giorni arriva Big Event, dove i grandi fotografi contemporanei si incontrano con talk e mostre

A Big Event si potranno toccare con mano le ultime novità nel campo dell’imaging e della tecnologia più innovativa, incontrare da vicino i grandi fotografi contemporanei e confrontarsi con alcuni nuovi autori che hanno già raggiunto un’ottima capacità artistica e che metteranno in vendita a un prezzo sostenibile una loro opera fotografica. Una vera e propria arte, che si potrà approfondire nei 14 talk con alcuni fra gli autori più importanti del panorama fotografico italiano e ammirare nelle mostre Spiriti della foresta di Juan Borja, in collaborazione con la Fcf Gallery; Volare! di Massimo Sestini (Sponsor Canon) e Volare! con le foto degli studenti dell’Istituto Italiano di Fotografia di Milano (Sponsor Fujifilm). Il tutto in un’atmosfera dinamica, con musica live e street food. Biglietto: 9 euro. Prevendita: 5,80 euro su https://tinyurl.com/3nh8kuwm. Info: milanosundayphotobigevent.it.

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Sonia Marshaleck, fotografa milanese autodidatta
«La mia Milano è in bianco e nero»

Big Event

I Navigli hanno avuto un ruolo nel tuo approccio alla fotografia?
«Devo dire di sì, perché è sempre stata una zona di artisti. Quando ero bambina era piena di pittori, si giocava nei cortili, si “respirava” proprio il quartiere, una zona dal fascino particolare. Ho iniziato da ragazzina ad avvicinarmi alla fotografia, da autodidatta. Ho lavorato per anni nella moda, ma ho sempre avuto il pallino della fotografia. Fermare il momento che ti piace, questa è sempre stata la sensazione che mi dà»

Ritrai Milano prevalentemente in bianco e nero, quale aspetto della città vuoi far risaltare?
«Il bianco e nero è più poetico e più emozionante. Nelle mie foto qui al Big Event c’è proprio la bellezza di Milano, i monumenti, la Rotonda della Besana, Porta Romana, il Duomo, la Madonnina, ritratti per metterli in risalto, per estrapolare il monumento e farlo risaltare sul bianco. Mi piacciono quelle immagini che ti dicono che “quella cosa lì è Milano”».

Qual è il punto di Milano che ami di più, visto dall’obiettivo?
«Non ho un punto che mi piace fotografare più di un altro, vado a istinto. Quando passo in un angolo scatto e vedo la foto già stampata e appesa al muro. Può capitarmi in qualsiasi angolo, bello o brutto che sia. In ogni caso c’è una foto, fatta ultimamente, che amo in modo particolare. L’ho scattata a Citylife e ritrae una persona ai piedi di un grattacielo, con il cellulare in mano. È la Milano che è ripartita, le cose nuove, il contrasto tra la città nuova e quella vecchia, una Milano che lavora e che fa».

 

Marco Urso, wildlife e travel photographer
«I miei reportage inseguono la natura e l’umanità»

Big Event

Quale delle sue foto le suscita ancora una particolare emozione?
«Quella del cucciolo di ghepardo che sta leccando la mamma. Il fotografo naturalistico deve avere molta pazienza e questa immagini ha richiesto due giorni. Ero nel Masai Mara, in Kenya e il piccolo di ghepardo era più basso di tutti i fili d’erba intorno a lui. A un certo punto è salito su un termitaio, la mamma l’ha leccato, lui ha ricambiato e la mamma ha chiuso gli occhi. Se il primo è il gesto di un affetto scontato, il secondo lo è meno».

Wildlife e travel: quali sono le differenze e le affinità narrative dei due tipi di fotografia?
«Dal punto di vista tecnico hanno bisogno entrambi di una velocità di reazione, il momento fotografico è velocissimo, diverso dagli scatti di moda, food o paesaggio, dove c’è più tempo per la posa. Nella fotografia naturalistica cerco di cogliere gli aspetti umani degli animali, come il rapporto affettivo o il gioco. Le persone cerco di osservarle prima da lontano. Ognuno di noi si muove in modo diverso e io cerco i movimenti che sono più vicini alla mia personalità».

La foto che sta ancora inseguendo?
«Avevo in mente un lavoro per il 118, per cui ho seguito per un anno e mezzo gli operatori e gli interventi con gli elicotteri, in particolare quando c’era il trasporto di un organo per il trapianto. Io ho studiato medicina e chirurgia, volevo raccontare l’espianto di un cuore e l’arrivo di quello nuovo. Ci sono però molti problemi di sicurezza, poi c’è stato il covid. Questo rimane il sogno di un reportage».

 

Massimo Sestini ci fa Volare
In mostra al Big Event le immagini del maestro del fotogiornalismo

Big Event

Massimo Sestini espone 23 immagini nella mostra intitolata Volare!, occasione unica per ammirare gli scatti di uno dei più importanti fotogiornalisti internazionali. Sestini, Canon Ambassador, negli ultimi 40 anni ha raccontato la storia del costume, della politica e della società italiana, osservata e proposta da un’altra prospettiva. Grazie alle sue immagini, Sestini ci accompagna in luoghi e in situazioni che raramente potremmo raggiungere: dal ritratto di un pilota in un caccia AV8-B in volo, alla cupola del Brunelleschi nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore fotografata per la prima volta nella storia dall’alto verso il basso. Volare! di Massimo Sestini dialoga infine con la mostra fotografica omonima, che raccoglie le 10 migliori immagini degli studenti dell’Istituto Italiano di Fotografia di Milano, i quali hanno partecipato alla Open Call Volare! indetta appositamente per il Big Event. Primeggia l’immagine di Annalisa Cinco con l’opera dal titolo Volo.

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