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07. 12. 2022 12:06

Boosta si svela in concerto: «Il mio viaggio, la mia calligrafia»

Tra pianoforte ed elettronica, il musicista in concerto al Biko con Post Piano Session

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Approda al Biko l’ultimo tour di Davide “Boosta” Dileo, protagonista domenica sera di un nuovo viaggio alla scoperta della “suite” musicale del suo ultimo progetto discografico Post Piano Session (Torino Recording Club), opera di sei diversi capitoli in uscita fino a dicembre. Per il tastierista dei Subsonica si tratta di un nuovo modo di raccontare la sua doppia anima, tra pianoforte e musica elettronica, tra romanticismo ed energia ottimista.

Boosta in concerto al Biko con Post Piano Session

Cosa racconta il progetto Post Piano Session?
«L’ambizione di tutti noi è quella di crescere e, in qualche modo, completarci. Così vale per l’espressione musicale. Non possiamo pensare di essere sempre quelli che siamo stati e non possiamo permetterci di vivere girando intorno a quello che abbiamo già fatto».

Ovvero?
«È una dichiarazione di onestà: attualmente non ho voglia di canzoni, ho desiderio di comporre musica. Ho voglia di esplorare, di sentirmi libero».

Perché la scelta di dividerlo in sei capitoli diversi?
«Come si fa a rendere omaggio alla possibilità di fare quello che si ama? Ogni capitolo è una croce sulla mappa di un viaggio di esplorazione».

Il terzo è appena stato pubblicato.
«Vuole essere un omaggio alla (s)composizione armonica del Novecento, un secolo di libertà in cui il vincolo dell’armonia viene rotto e il patto con l’ascoltatore si fa più profondo e denso».

Lo scorso aprile tu e i Subsonica siete stati tra i primi a riaprire la stagione dei live in Italia. Quale aspetto ti ha più colpito del vostro ritorno?
«La consapevolezza che ancora, quel palco, è quello che chiamo casa, un posto in cui sto bene e mi sento felice di vivere. E l’omaggio di un pubblico che ancora sceglie di condividere lo spazio di un concerto insieme è un regalo bellissimo».

Pianoforte ed elettronica, due mondi musicali apparentemente lontani.
«Ognuno di noi impara a scrivere e nell’arco degli anni modifica la sua scrittura e in quel tratto ci sono tutte le evoluzioni che vivere comporta. La mia, oggi, è questa, ed è in sei capitoli perché le composizioni sono espressioni complementari dello stesso viaggio».

Come li hai congiunti nel viaggio di Post Piano Session?
«Inserirle in un disco solo avrebbe significato fare uscire un piccolo libro solo con i titoli dei capitoli. Se il viaggio richiede tempo, allora serve tempo per farlo. Qui c’è la mia calligrafia, il mio vissuto e quello che deve arrivare: essere libero di scrivere nella forma che amo è un privilegio».

Domenica alle 21.15

Biko

Via Ettore Ponti, 40

Biglietti: 17,25 euro su dice.fm

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