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15. 05. 2021 18:50

L’icona Dj Ralf racconta la crisi del clubbing: «Dalla politica un approccio più obiettivo»

È una delle fasi più complicate per un comparto che sta lottando per non scomparire

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Disc jockey, icona del night clubbing da oltre trent’anni e fondatore de Laterra Recordings, etichetta discografica indipendente. Dj Ralf non si ferma mai, anche se si definisce «pigro» e «più dj che produttore». Il night clubbing sta vivendo una delle fasi più complicate della sua storia: «Non si riconosce la sua valenza culturale».

È un problema politico?

«Più che altro lo si intende come un qualcosa di leggero o di negativo. Sta alla politica avere un approccio più obiettivo, noi dobbiamo fare il possibile per dare un’immagine corretta e mostrare il nostro valore».

Lo stereotipo della quotidianità di un dj è che stia a casa nel suo studio, aspettando una telefonata.

«Non sono uno che aspetta le telefonate, a parte con gli amici coi quali risolvo le questioni personalmente. Durante la giornata leggo i giornali, ascolto la musica che poi propongo nei club e quella che amo. Poi esco, abito in campagna e mi reco nei piccoli paesini dove incontro gli amici di sempre. Niente di particolarmente scintillante, ma molto vero e piacevole».

Dopo trent’anni, cosa pensi avresti approfondito di più della tua figura professionale?

«Sicuramente le produzioni. Paradossalmente ho uno studio ben organizzato dove, però, non passo molto tempo. Sono pigro. Poi mi sento più dj che produttore, anche se le poche cose che ho fatto hanno riscosso un certo successo. Oggi le produzioni sono importanti per far girare il nome del dj e per poter fare serate anche all’estero».

Intanto prosegue la tua sinergia artistica con Majuri…

«Sì, anche se la mia etichetta al momento è in standby. Sto lavorando a R.Ha.R.F. (Rhythm Harmony and Repetition of Form), un progetto live che vorrei far uscire in un cofanetto. Con Majuri sono già uscite due canzoni che ci hanno dato molta soddisfazione: una è Lasciami qui, l’altra Esco anche di lunedì. Ascoltatele, se non lo avete ancora fatto: non ve ne pentirete».

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