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19. 05. 2022 00:20

Mahmood un ritorno da Brividi all’Ariston: «Mi reinvento, come Milano»

Il cantautore milanese che si presenta con Blanco al Sanremo è tra i favoriti per la vittoria finale

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La prima volta a Sanremo per Mahmood è stata indubbiamente sui generis: un’unica volata dai Giovani alla vetta del podio e poi il boom di Soldi, l’Eurovision, la notorietà. Stavolta il cantautore torna in gara in coppia col giovanissimo (e macina-record) Blanco e con il brano Brividi. Una ballad che ha già conquistato la vetta della classifica nella prima serata del Festival e composta dai due artisti insieme a Michelangelo, che è anche produttore del brano.

Mahmood, in gara con Blanco, torna sul palco dell’Ariston dopo la vittoria con Soldi

Il tuo primo Sanremo è stato sicuramente sui generis. Ora torni in gara con Blanco, come stai vivendo questo Festival e cosa rappresenta per te?
«Torno a Sanremo come ci sono andato la prima volta, con lo stesso spirito. Per me è un’esperienza nuova. C’è un brano che mi tocca nel profondo. E poi la novità è che c’è Blanco con me. Questo è un palco a cui devo molto e tutte le volte è un’emozione molto intensa. Non ci si abitua mai all’Ariston».

Com’è nato il sodalizio con Blanco?
«Per puro caso: ci siamo trovati la scorsa estate nello studio di Michelangelo, che si è messo al pianoforte e da una nota sbagliata è nato il ritornello. Abbiamo poi composto le strofe separatamente, ognuno la sua, mettendoci sentimenti e timori. Quando abbiamo fatto sentire la canzone a mia madre e al papà di Ricky, entrambi hanno detto: “Dovete portarla a Sanremo!”».

Dopo il Festival ti aspetta un 2022 all’insegna dei live. Quanta voglia c’è di salire sul palco ed esibirsi dal vivo?
«Tantissima. Dopo questi due ultimi anni la voglia di fare un vero e proprio tour e scambiare le emozioni con il pubblico è la cosa che mi manca di più. Non vedo l’ora di tornare a cantare le mie canzoni insieme al pubblico».

Negli ultimi due anni, quanto credi sia cambiata Milano?
«Una parte di Milano ha sicuramente accusato il colpo dovuto alla pandemia, penso ad alcuni locali che proponevano musica dal vivo che hanno chiuso. Per me è motivo di grande sofferenza. Ma Milano è una città forte e sa reinventarsi, sono fiducioso che la scena musicale e in generale l’intrattenimento dal vivo torneranno a splendere più di prima».

Si parla di flotta lombarda al Festival. Credi sia frutto del fatto che artisticamente (e musicalmente) Milano offra molti spunti e stimoli?
«Milano è sicuramente un crocevia di diverse culture, diverse espressioni, diverse forme d’arte. È geograficamente e culturalmente nel cuore dell’Europa ed è la città giusta per chi vuole realizzare i propri progetti. Molti scelgono Milano come città di adozione, perché è da sempre all’avanguardia sotto tantissimi punti di vista. Non mi stupisce quindi che molti artisti, di ispirazioni diverse tra loro, vivano o abbiano deciso di vivere qui».

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