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22. 01. 2022 21:43

Marco Mengoni presenta Materia (Terra): «È il disco giusto»

Materia (Terra) è il nuovo album di Marco Mengoni: «Ho potuto valutare tutto quello che è la relazione umana»

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Materia (Terra) e tanto soul. Marco Mengoni torna con un nuovo album che sa di casa e di famiglia: «Sono cresciuto con una mamma appassionata di musica afroamericana, di soul e di blues – racconta a Mi-Tomorrow –. Quando ero piccolo ascoltavo quel tipo di musica, ovviamente non avevo un giudizio in merito, però inconsapevolmente arrivava…».

Marco Mengoni torna con un nuovo Album

Che cosa ti evoca la passione per questi generi?
«Mi riportano sempre a qualcosa di più profondo, alle mie radici. Istintivamente è diventato il genere che mi colpisce più di qualunque altro».

Quindi è dedicato alla mamma?
«Direi di sì. È un po’ anche “colpa” sua se ho messo così tanta influenza soul in questo disco. Forse non l’ho mai fatto prima perché non avevo la consapevolezza di poter metabolizzare tutto quello che avevo ascoltato e metterlo in un disco. Oggi mi sento soddisfatto, indipendentemente da tutto è il disco giusto».

Luce è stata completamente registrata in presa diretta, com’è stato?
«Ho avuto l’opportunità di registrare il brano assieme a 14 musicisti e ad un coro. Anche gli altri pezzi dell’album sono stati registrati in semi presa diretta, per motivi di rientri microfonici. C’erano pure cinque cori… Registrare tutto il disco in completa presa diretta risultava difficile. Luce la sento come un rapporto madre-figlio, è energia, è nascita, è madre e quindi è vita. Ho voluto racchiudere in questo pezzo il rapporto tra una mamma e un figlio».

Atlantico era stato un giro per il mondo, in un mondo ormai lontano…
«In questi due anni siamo stati costretti a rimanere a casa, diversamente da Atlantico non ho avuto la possibilità conoscere e prendere da altre culture. L’unica cosa che mi rimaneva da fare era pensare e riflettere, capire gli errori fatti, perdonarmi di questo e fare una valutazione di tutto quello che è la relazione umana».

Sono canzoni cinematiche, potrebbero fare da colonna sonora ad un film.
«È un disco fatto di immagini! Mi ha sempre suggestionato un certo tipo di musica e, se si chiama soul, un motivo c’è: mi tocca le corde dell’animo. Se dovessi fare un film, ammetto, ne farei mille… Ci sono talmente tante storie all’interno di questo disco che potremmo farci una serie».

Appunto 1, Appunto 2: cosa significano queste due tracce?
«Vanno a descrivere quella che era l’idea iniziale dell’album. In Appunto 1 ci sono io al piano, alle 4notte, mentre pensavo a quanti dubbi avrei avuto nel buttar fuori un disco e ad affrontarlo… Fare un disco non è facile! Spesso si ha un’idea, ma non sempre si riesce a portarla “pulita e pura” fino in fondo come lo era all’inizio. Era il 23 gennaio 2021 e iniziavano a venirmi le prime incertezze. È un po’ un mantra, alla fine: un’esorcizzazione della paura di affrontare un nuovo percorso».

E Appunto 2?
«È la rielaborazione di ciò che mi arriva dal gospel più tradizionale: input, spunti, quello che stavo ascoltando. Era il 14 maggio, quattro mesi di tanta vita».

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