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29. 05. 2024 15:07

Michele Bravi al Dal Verme l’anteprima dell’album ispirato al neurologo Sacks: «Nel mio piccolo mondo milanese»

A Milano la presentazione dell'ultimo lavoro del cantautore Tu cosa vedi quando chiudi gli occhi

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Nuova musica e nuova esperienza in teatro per Michele Bravi. Domenica sarà in scena al Dal Verme con una speciale anteprima del tour in cui presenterà l’ultimo disco Tu cosa vedi quando chiudi gli occhi (EMI Records Italy/Universal Music Group), un concept album ispirato agli scritti di Oliver Sacks, neurologo di fama mondiale.

Michele Bravi nuovo album Tu cosa vedi quando chiudi gli occhi: «Tenni qui a Milano il mio primo provino che mi portò a X Factor»

Quando nasce l’idea del disco?
«La notte del concerto al Castello Sforzesco, la scorsa estate. In quel periodo mi piaceva sperimentare, difatti nello spettacolo Mondo sottile al Castello parlavo di quanto fosse importante mantenere viva quella gioia di calarsi nel gioco, la stessa che, purtroppo, si perde da adulti».

Come arrivi a Sacks?
«Come naturale conseguenza di una nuova ricerca personale. Nei suoi libri ci si interroga su quanto l’uomo, per conservare la propria identità, abbia un continuo bisogno di raccontarsi e di mostrare le forme più nascoste del sé: dall’afasia all’agnosia, ho proiettato queste realtà nella mia musica, in tre capitoli del disco».

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Ovvero?
«Lo sguardo, l’immagine e l’iride. Se nel primo c’è cosa vorremmo vedere con gli altri, nel secondo si trova cosa vediamo effettivamente degli altri. Nell’ultimo, l’iride, viene custodito cosa cerchiamo di non far vedere».

Il disco viaggia tra Parigi, Londra, Amsterdam e Milano.
«Malumore francese – il singolo che lo ha anticipato – nasce proprio in uno studio di registrazione improvvisato in una camera al Grand Hotel et De Milan, dove visse anche Giuseppe Verdi. In quell’atmosfera storica e sognante scoprii una Carla Bruni deliziosa e disponibile, una vera sorpresa per me. Tutti i brani hanno, però, la valigia in mano, con una strofa nata in una città e il ritornello in un’altra».

Mentre Milano si conferma ormai casa per te.
«Qui il disco ha preso la sua geometria finale, è stato il mio terreno di semina delle idee. Ho trascorso in questa città – nella zona sud – gli ultimi otto anni della mia vita, la sento casa, mi sento padrone dei luoghi che frequento, il mio cinema (Mexico), il mio bar, i miei piccoli posti. Libero sì, ma nel mio piccolo mondo milanese».

Dopo l’esperienza agli Arcimboldi, calchi anche il palco del Dal Verme.
«Tenni qui il mio primo provino, che mi portò poi alle audizioni per X Factor nel 2013. Ѐ curioso».

Un cerchio che si chiude?
«Mi piace pensarlo. Il teatro ha sempre rappresentato, per me, il luogo ideale in cui accogliere la musica: le regole del silenzio teatrale agevolano anche l’educazione all’ascolto, linfa vitale per questa mia ultima creatura».

Domenica alle 21.00
Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro, 2
sold-out presso i canali ufficiali di vendita

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