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02. 07. 2022 16:33

La Confessione – Story di Nesli: «Non sono mai andato via»

Confessione - Story è il nuovo singolo di Nesli, che pubblica in digitale Ego, l'album d'esordio

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Si chiama Confessione – Story (Artist First) il nuovo brano di Nesli che anticipa l’album in uscita nel 2022: «non rappresenta un ritorno – rivela – perché non sono mai andato via in realtà, ma è un primo passo delle venti nuove tracce che pubblicherò ad episodi, per lasciare il giusto spazio al giudizio del pubblico». Intanto è disponibile in digitale Ego, primo lavoro del rapper uscito nel 2003 solo in versione fisica.

Nuovo singolo per Nesli, l’intervista

Perché così tanti anni dopo?

«Rispecchia la mia carriera turbolenta da montagne russe, fatta di curvoni e rettilinei: ai tempi non avevo alcuna fretta, c’erano solo mille copie fisiche e mi bastavano, oggi presentarlo in digitale può rivelarsi il principio di un nuovo percorso artistico dopo gli ultimi due album non così fortunati».

E perché proprio ora?

«Molti ancora oggi mi dicono di quanto sia stato un disco importante per la loro vita, per diversi motivi. Lo devo a loro e per farlo conoscere alla nuova generazione».

Nella tracklist di Ego manca Piccolezze, il duetto con Fabri Fibra – tuo fratello – inciso nel 2003.

«Ho deciso di escluderlo per diverse ragioni. Quel brano è stato il preambolo dei nostri gusti musicali ben differenti – le nostre strade si sono divise anche per questo – anche se al pubblico piace romanzare su grandi litigate. Essere “fratello di”, come spesso il mondo urban mi etichettava, mi ha portato più punti a sfavore, in realtà. All’epoca quel brano mi piaceva ma oggi non mi rappresenta, quindi è stato naturale escluderlo».

Si prospetta un Sanremo con restrizioni. Lo scorso anno, come ospite, lo hai vissuto senza pubblico. Come ti è sembrato?

«Una fedele rappresentazione della follia che stiamo vivendo. Sanremo senza pubblico è come una vita senza prospettiva. In questi giorni ci si chiede come lo si farà mentre si permettono i trenini televisivi a Capodanno. Risulta frustrante vivere in un momento in cui lo Stato permette, a noi artisti, di vivere senza lavoro».

Com’è il tuo rapporto con Milano?

«La amo alla follia anche se la vivo da solitario da diversi anni, ho abitato in zona Niguarda, Affori ed ora sono in Bovisa. Una passeggiata soleggiata in Brera sistema anche l’umore peggiore».

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