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16. 05. 2021 07:56

Pacifico porta la musica sul grande schermo: «Fai centro se parli oltre la tua generazione»

Il milanese Pacifico ha composto la colonna sonora del film Genitori Vs. Influencer, con protagonista Fabio Volo

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Genitori Vs. Influencer è il film che, in prima visione su Sky Cinema, ha convinto pubblico e critica. La colonna sonora è firmata da Pacifico, cantautore e musicista che grazie alla pellicola diretta da Michela Andreozzi torna a confrontarsi con il cinema, proponendo anche il brano inedito Gli anni davanti.

Com’è stato tornare a scrivere per il cinema?
«È stato un bel modo per immergermi in una storia. Ci ho lavorato durante il lockdown leggendo solo la sceneggiatura. Ho scelto una musica abbastanza luminosa e incoraggiante, forse perchè ne avevo bisogno anch’io. Fabio Volo ha fatto da tramite con la regista Michela Andreozzi».

Un sodalizio nato, dunque, sebbene non vi siate mai incontrati.
«Ci siamo scritti e parlati tante volte, ma non ci siamo mai incontrati, è vero. Io avevo in mente alcuni riferimenti e lei altri e ci siamo ispirati a vicenda trovando il punto di incontro. Tra l’altro lei già aveva deciso di inserire nel film Le mie parole, un mio brano di tanti anni fa interpretato da Samuele Bersani».

Come è cambiato per un musicista il mondo del cinema?
«Sono uno spettatore accanito e credo che ci siano dei meccanismi di fondo che non sono cambiati. Questo accade anche nelle canzoni quando per esempio lavori con artisti diversi tra loro. Il mio approccio al lavoro è il medesimo. Il rapporto che c’è tra le varie componenti di un film è simile, anche se cambia il modo in cui il cinema è percepito».

Nella colonna sonora c’è il tuo inedito Gli anni davanti. Nel testo si percepisce un invito a credere e sperare.
«È un brano che ho scritto sulle immagini, quando ho iniziato a vedere il girato. Ci ho messo quello che stiamo attraversando, ma anche la genitorialità che ho visto in scena e che conosco. È un modo per sperare con consapevolezza. Il testo in maniera subliminale dice che gli anni a venire saranno tremendi e belli come quelli già vissuti. È un’esortazione a essere meno impauriti nel gettarsi nel futuro».

Quest’anno sei stato al Festival di Sanremo come autore di due brani. Come valuti la nuova generazione cantautorale?
«Ho ascoltato qualcosa di molto interessante e per questo vorrei vedere crescere questi ragazzi. Fino a qualche anno fa c’era l’incubo dei talent. Si pensava che potessero diventare l’unica vetrina possibile per i giovani. I nomi che stanno uscendo ora e che si stanno consolidando, invece, arrivano da un altro percorso e soprattutto sono ragazzi che suonano e che trovano il modo per farsi conoscere senza passare necessariamente dalla televisione. Aspetto i prossimi dischi perché mi piace valutare la loro evoluzione. Mi piacciono gli artisti che riescono a parlare oltre la loro generazione. È in quel caso che si riesce a percepire la grandezza».

Da anni ormai vivi a Parigi. Cosa ti manca di Milano?
«Ho una grande nostalgia, proprio come la descrivevano Beppe Viola o Enzo Jannacci. Mi manca l’Italia. Per quanto io viva in Francia, mi sento milanese. Ogni volta che torno so che è il mio posto»

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