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02. 08. 2021 23:51

Piero Pelù è pronto per il Carroponte: «Spacchiamo l’infinito»

Fa tappa questa sera al Carroponte Gigante Live, il nuovo tour di Piero Pelù: una carriera lunga quarant’anni in una serie di concerti imperdibili

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Piero Pelù live. Una forza incredibile, inimmaginabile. Un live dell’artista toscano da la possibilità al pubblico di rivivere quattro decenni di musica, cogliendo diverse sfumature di una personalità multicolore e sempre attenta al dettaglio.

Dopo aver accompagnato Aldo Cazzullo in una serie di letture rock della Divina Commedia, Piero Pelù è tornato sul palco il 9 luglio a Marostica è farà tappa questa sera al Carroponte di Sesto San Giovanni. Sul palco i Bandidos, ovvero Alessandro “Finaz” Finazzo della Bandarbardò (chitarra e cori), Luca “Luc Mitraglia” Martelli (batteria, sequenze e cori), Dado “Black Dado” Neri (basso, bassochitarra e cori) e Francesco “Felcio” Felcini (suono di sala ed effetti speciali).

Piero Pelù finalmente live

Come sta andando lo spettacolo con Aldo Cazzullo?
«Alla grandissima. Ed è una sorpresa per tutti, anche per gli organizzatori che non si aspettavano tutti questi sold-out. È un progetto nato da una piccola sfida che lanciai ad Aldo quando presentò il suo ultimo libro. Ho pensato subito a un Virgilio e Dante rock: lui lì per lì rimase spiazzato, ora eccoci qui. È un tour che durerà all’aperto fino a settembre, poi riprenderà nei teatri. È molto bello anche perché ci permette di portare in giro i nostri libri e di incontrare finalmente i fan durante i firmacopie».

Cosa provi a tornare sul palco dopo così tanto tempo?
«Ogni volta non vedo l’ora di essere sul palco a suonare. Ho aspettato per talmente tanto questo momento che non ne potevo più. Mi sono fatto ottomila chilometri a giugno in macchina per il tour di Dante, adesso con i Bandidos ci divertiamo insieme sul palco e facciamo girare tutte le energie positive della musica. Saranno ondate di emozioni».

Com’è strutturata la scaletta?
«In un modo inedito: ho suddiviso il concerto in quartine di pezzi. Il primo di ogni quartina è una ballata, poi un medio lento, quindi un medio veloce e uno veloce, per poi ricominciare e arrivare allo tsunami finale. Sono tante onde di un grandissimo finale in crescendo. Avrò ospiti sul palco. Ci saranno le band e i giovani artisti che hanno vinto il contest che lanciai un anno fa. In più avrò i Manitoba, un duo fiorentino uscito da X Factor nel quale credo molto. Sono bravi, freschi, creativi e li ospiterò almeno un paio di volte. Avrò anche i Friday For Future che seguiranno tutto il tour. A loro riservo uno spazio sul palco per parlare di sostenibilità e sperare nella fine della plastica usa e getta».

Dal punto di vista del suono, tu e i Bandidos su cosa avete lavorato?
«Intanto è fondamentale l’apporto di Finaz della Bandabardò, che quest’anno sostituisce Giacomo Castellano. Le ultime prove di queste settimane sono state incentrate sulla fusione del nuovo sound di chitarra di Finaz con la base ritmica che è già solidamente compattata da diversi anni. Con lui ho suonato al Lunezia di Massa, un bonus che ho voluto regalare al pubblico della città dei miei nonni della quale parlo abbondantemente nel mio romanzo. La prima data elettrica con Finaz fu lo scorso anno alla consegna del Premio Mei di Faenza. Lì abbiamo suonato per la prima volta 30-40 minuti sul palco insieme. I pezzi nuovi sono molto belli da suonare insieme».

Quello che preferisci?
«Fossi foco, che ho scritto con Andrea Appino degli Zen Circus. Un pezzo che parla dell’accettazione della diversità. Un tema attuale e in piena sintonia con quello che sta accadendo con il Ddl Zan e con i diritti della comunità LGBT+. È una canzone che abbiamo scritto due anni fa, in tempi non sospetti. Poi ci sarà il riarrangiamento di tutte le vecchie canzoni del mio repertorio e di quello dei Litfiba per rendere il tutto più omogeneo».

Durante questo anno e mezzo hai riscoperto qualche brano che non suonavi da un po’?
«Assolutamente sì. Da solista avevo suonato pochissime volte Eroi nel vento, oltre ad una versione per me stupenda di Re del Silenzio, proposta solamente per il tour di Soggetti smarriti. È una delle ballate più belle che abbia mai scritto. Naturalmente non mancheranno i pezzi del nuovo album e il resto del repertorio adattato a questo sound».

Pensi che il pubblico sia cambiato dopo la pandemia?
«Lo scoprirò strada facendo. Io mi identifico anche come spettatore e mi sembra che la voglia di andare a vedere i concerti si sia moltiplicata. Immagino sia per tutti così. È chiaro che sono sempre dei concerti che risentono del periodo storico che stiamo vivendo. Ci sarà quel minimo di distanziamento, ma il fatto di avere composto una scaletta in questa maniera credo possa stimolare il divertimento».

Il romanzo Spacca l’infinito funziona: lo testimoniano le recensioni e gli incontri con i fan. Cosa ti inorgoglisce di più?
«Sicuramente il fatto di non aver fatto l’ennesima autobiografia, ma di aver scritto un vero e proprio romanzo parlando delle storie della mia famiglia. Un modo per scoprire che nel mio albero genealogico c’è la storia di tutto il Novecento».

Stasera alle 21.00
Carroponte
Via Granelli 1, Sesto S. G. (Mi)
Biglietti: da 28,75 euro su ticketone.it

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