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27. 06. 2022 10:08

Roberto Bolle and Friends da record: «La mia danza suona il pop»

Ancora cinque date (da domani e senza più soste) per lo show nella meravigliosa cornice degli Arcimboldi: «Lavoro per cambiare la concezione culturale della nostra arte»

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Dopo il lockdown e le restrizioni imposte dalla pandemia, il 2022 sta segnando il grande ritorno a Milano di Roberto Bolle. Roberto Bolle and Friends, appuntamento ormai imperdibile per la città, è di stanza al Teatro degli Arcimboldi per otto spettacoli (mai così tanti), fino al 26 giugno. Una sorta di residency show che prepara la strada a OnDance – sempre a Milano, dal 2 al 5 settembre – che è più una festa, sempre dedicata alla danza, tra le strade della città.

Prodotto da Artedanza srl, Roberto Bolle and Friends è uno spettacolo unico che, mescolando generi e grazie alla presenza di artisti eccellenti, avvicina la danza al pubblico trasformando Milano in una culla d’arte. «È la città perfetta per accogliere la festa della danza», racconta Bolle a Mi-Tomorrow.

Roberto Bolle and Friends, in scena fino al 26 giugno

roberto bolleSarai felicemente indaffarato, in questo momento.
«Esatto. È un bell’impegno e un bel tour de force».

Come stai affrontando un appuntamento così unico nella sua serialità?
«Partiamo dalla buona notizia che finalmente si torna a teatro. È stato un periodo veramente molto difficile. Le arti sono state colpite duramente dalla pandemia e dalle restrizioni. Il mio desiderio di fare tanti spettacoli nasce proprio dalla volontà di riprenderci lo spazio giusto. Di riprenderci il teatro. Di poter ritornare senza distanziamenti e mascherine, con tanti spettacoli. È una gioia per il pubblico, ma anche per noi artisti perché ci è stato tolto tantissimo».

Anche per questo è, a maggior ragione, una grande festa?
«Voglio che lo sia. Volevo avere il tempo e la possibilità, con i miei colleghi, di godermi il palcoscenico. Questa volta possiamo farlo con otto date agli Arcimboldi. È un numero di spettacoli mai fatto prima e sono contento di poterlo fare adesso, perché mi era mancato tanto questo momento di ritrovo col pubblico».

Roberto Bolle and Friends fa parte di una narrazione che stai portando avanti da un po’. Come si inserisce nella tua mission di avvicinare la danza a tutti?
«È tutto collegato. Il teatro, OnDance che è la festa nelle piazze, la tv che è un mezzo potentissimo… Uno è funzionale all’altro. E tutto aiuta a rendere la danza più popolare, a cambiarne la percezione culturale».

Ovvero?
«La danza è qualcosa che può interessare anche ad un pubblico che non pensava potesse essere interessato. Il teatro, in questo quadro, è lo sbocco. Vedendo uno spettacolo in televisione, le persone pensano: “Perché non proviamo una volta a vedere in teatro quello che abbiamo visto in tv? Proviamo a vedere uno spettacolo dal vivo”. Alla fine lo scopo è quello: mostrare la danza in televisione e cercare di portare le persone a teatro. La festa in piazza di OnDance, invece, ha un significato ancora diverso».

Che sarebbe?
«Tutti possono avvicinarsi alla danza, qualunque sia il loro stile. Dalla classica al tango, passando per lo swing, l’hip hop, il contemporaneo, il charleston o la breakdance. Ci sono tanti modi di ballare e ognuno può trovare il suo, ma il movimento unito alla musica crea qualcosa di magico. Tutti possono farne parte. Provate con noi: questo è il messaggio».

In che modo ci si può mettere alla prova?
«Intanto ci sono open class e spettacoli gratuiti. È una festa che vuole coinvolgere le persone non portandole necessariamente verso il nostro mondo più “teatrale”, bensì trasmettendo l’amore e la passione per la danza. Credo sia un concetto determinante, che serve proprio alle persone per avvicinarle a quest’arte. È la scoperta di qualcosa di nuovo a cui magari nemmeno hanno mai pensato».

Quanto è importante la piazza di Milano?
«È importantissima. Ha enormi potenzialità. È una città cosmopolita che sa creare eventi culturali in grado di parlare a un pubblico trasversale e internazionale. Lo abbiamo visto con la settimana del design, con il Salone del Mobile. Lo vediamo per la Fashion Week e per gli eventi che la città sa organizzare e creare. È attiva, viva, con una grande energia. Ed è perfetta per poter offrire questa festa dalla danza».

Che significato ha, invece, il Teatro degli Arcimboldi?
«È stato il mio teatro per tanto tempo, quando la Scala era chiusa per restauri. Vent’anni fa eravamo qui per la prima volta: vent’anni dopo ci ritorno ed è ormai diventato un teatro in cui mi sento a casa. All’inizio il pubblico milanese era restio a venirci, poi si è abituato. Sono tante le produzioni, anche della Scala, che abbiamo fatto agli Arcimboldi. È un totem entrato, pian piano, nella cultura e nelle abitudini degli artisti. E pure in quelle dei cittadini».

È un teatro poderoso.
«E poi offre un’ottima visibilità, da ogni punto di vista. Riesci a goderti lo spettacolo senza dover rinunciare a porzioni di palcoscenico, anche se non si è seduti nelle file centrali».

Parliamo dei Friends, degli amici che stiamo vedendo sul palco in queste date.
«Sono tutti artisti di alto livello e arrivano da compagnie internazionali molto importanti. Molti di loro sono artisti del Royal Ballet, con i quali collaboro abitualmente. Poi c’è una ballerina del San Francisco Ballet e un ballerino dell’Opera di Astana. C’è anche una ballerina ucraina fuggita dalla guerra: è Anastasia Matvienko, prima ballerina del Mariinsky Theatre a San Pietroburgo, in Russia. La conosco da tempo e, in questo frangente, mi ha chiesto un aiuto per poter andare avanti a lavorare, visto che è dovuta fuggire con la sua famiglia lasciando tutto».

La più grande soddisfazione nell’avvicinare la danza al pubblico?
«Le soddisfazioni sono veramente tante. Ma è sempre determinante portare tanto pubblico a teatro, riuscire a coinvolgere un pubblico nuovo. Persone che non pensavano di poter essere interessate vengono a teatro e scoprono quanto la danza possa regalare emozioni. È importante venire a teatro perché è importante vedere spettacoli dal vivo. Soprattutto in un momento in cui siamo sempre attaccati a uno schermo, a un cellulare o a un pc. Provare le emozioni del teatro, che ti arrivano dagli artisti e da un palcoscenico, è un’esperienza completamente diversa».

E i milanesi ti seguono, eccome.
«In questi anni sono riuscito a comunicare questo principio: continuerò a farlo. I milanesi rimangono incantati dalla bravura degli artisti e dalla bellezza del palcoscenico. Sono felicissimo della possibilità che ho di far scoprire e riscoprire il valore di quest’arte, di farla amare sempre di più e di farla entrare nei cuori della gente».

Roberto Bolle and Friends, il programma

roberto bolleIl Gala Roberto Bolle and Friends è fondamentale per l’étoile per avvicinare il pubblico ai teatri e alla magia di quest’arte. Bolle, che è anche direttore artistico dell’evento, ha studiato un programma che mescola generi, dal contemporaneo al classico, passando per il virtuosismo e per esibizioni capaci di regalare fortissime emozioni.

1. Tre Preludi
Coreografia: Ben Stevenson O.B.E.
Musica: Sergei Rachmaninov
Artisti: Melissa Hamilton, Roberto Bolle
Pianista: Marco Samuel

2. Il Corsaro
Coreografia: Marius Petipa
Musica: Riccardo Drigo
Artisti: Anastasia Matvienko, Bakhtiyar Adamzhan

3. In Your Black Eyes
Coreografia: Patrick de Bana
Musica: Ezio Bosso
Artista: Roberto Bolle

4. Il lago dei cigni
Coreografia: Marius Petipa
Musica: Pyotr Il’yich Tchaikovsky
Artisti: Fumi Kaneko, Vadim Muntagirov

5. O (si ringrazia Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto per la concessione della coreografia)
Coreografia: Philippe Kratz
Musica: Mark Pritchard and The Field
Artisti: Casia Vengoechea, Toon Lobach

6. L’Altro Casanova
Coreografia: Gianluca Schiavoni
Musica: Antonio Vivaldi
Artisti: Melissa Hamilton, Roberto Bolle

7. Don Chisciotte
Coreografia: Marius Petipa
Musica: Ludwig Minkus
Artisti: Misa Kuranaga, Bakhtiyar Adamzhan

8. SENTieri
Coreografia: Philippe Kratz
Musica: Fryderyk Chopin
Artisti: Casia Vengoechea, Roberto Bolle, Toon Lobach
Pianista: Marco Samuel

9. La morte del cigno
Coreografia: Michel Fokine
Musica: Camille Saint-Saëns
Artista: Anastasia Matvienko

10. Duel
Coreografia: Massimiliano Volpini
Musica: Giuseppe Cacciola
Artista: Roberto Bolle
Batterista: Giuseppe Cacciola / Ezio Zaccagnini

Roberto Bolle and friends, gli ospiti

Il cast di Roberto Bolle and Friends è di altissimo livello. Melissa Hamilton, Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov arrivano dal The Royal Ballet di Londra. Bakhtiyar Adamzhan arriva dall’Opera di Astana e Misa Kuranaga dal San Francisco Ballet di San Francisco. Gli artisti internazionali che Roberto Bolle ha invitato come ospiti sono infine Toon Lobach, Anastasia Matvienko e Casia Vengoechea. Toon Lobach, classe 1997, è originario di Amsterdam. Casia Vengoechea è una ballerina freelance e coreografa di Staten Island, New York. Infine, Anastasia Matvienko è ex ballerina ucraina del Mariinsky Theater a San Pietroburgo, fuggita dalla Russia dopo l’inizio della guerra.

Roberto Bolle, il legame con Milano

Il legame tra Roberto Bolle e Milano inizia sin dai primi passi dell’étoile nel mondo della danza. Già a 12 anni, Bolle entra nella scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. L’ingresso nella compagnia di ballo avviene all’età di 19 anni e, nel 1996, diventa Primo Ballerino dopo aver rappresentato Romeo e Giulietta.

Il ruolo di étoile del Teatro alla Scala arriva poi nella stagione 2003/2004 dopo anni da freelance trascorsi esibendosi nei teatri più prestigiosi del mondo. Da allora, Bolle è – a ragione – soprannominato L’Orgoglio di Milano. E non è un caso che Roberto Bolle and Friends parta proprio dal capoluogo lombardo, nel 2008, sul sagrato del Duomo.

Roberto Bolle and Friends

Teatro degli Arcimboldi
Via dell’Innovazione 20, Milano

Da domani a domenica alle 21.00

Biglietti: da 28,50 a 129 euro (con diritti di prevendita) su ticketone.it

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