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21. 01. 2022 18:08

Tananai: «Così esco dalla mia comfort zone»

È l’unico milanese in gara a Sanremo Giovani. E non nasconde il suo legame con la città: «All’Ortica ho trovato la mia dimensione»

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«Si stanno finalmente riappacificando i miei due mondi: quello del cantante e quello del produttore di musica elettronica». Parola di Tananai, nome d’arte di Alberto Cotta Ramusino, in gara a Sanremo Giovani con Esagerata.

Il milanese Tananai a Sanremo Giovani

Come inizia la tua storia d’amore con la musica?

«Il mio primo approccio con uno strumento è stato in casa, con la chitarra. Quando avevo 14 anni, ho scoperto la produzione e mi sono reso conto che era la mia strada».

Hai sempre scritto e prodotto i tuoi pezzi in autonomia.

«Questa scelta mi ha permesso di realizzare brani che mescolano stili diversi, senza cercare qualcuno che capisca necessariamente il mio viaggio. Sono abbastanza difficile, cerco di capirmi io in primis (ride, ndr)».

Ma oggi non sei solo in quest’avventura.

«Lavoro con d.whale per quanto riguarda la composizione dei pezzi e con Paolo Antonacci sulla scrittura. Siamo molto fluidi anche nella creazione della musica, puntando ad acquisire sempre più competenze per sviluppare la sensibilità».

Come nasce Esagerata?

«Io e Paolo siamo andati in studio da Davide (d.whale, ndr). Ci è piaciuto il mood che si stava creando nella stanza e abbiamo pensato di trasmetterlo in un pezzo. A partire da una linea di basso e basandoci sulle nostre conversazioni, è nato questo brano. Parla di una relazione senza equilibrio».

Nel videoclip corri a perdifiato.

«L’idea è di Olmo Parenti, il mio videomaker dal giorno zero. Cerca sempre di farmi uscire dalla mia comfort zone, rendendo il video una performance».

Sei l’unico milanese in gara, com’è il tuo rapporto con Milano?

«Milan l’è un gran Milan. È rispettosa di chiunque tu sia, qualsiasi cosa tu faccia. Ho trovato la mia dimensione all’Ortica. La sera, invece, mi trasformo in un ragazzo di Porta Venezia».

Cosa ti aspetti di portare sul palco di Sanremo Giovani?

«Tanta energia e leggerezza. Voglio fare festa».

Un ricordo speciale legato al Festival?

«Direi tutte le volte in cui l’ho visto con la mia famiglia. Ci sono pochi eventi in Italia che possono unire tante generazioni davanti alla tv e Sanremo è certamente uno di questi».

Il sogno nel cassetto?

«Continuare a godermi tutto quello che sto facendo. Mi basta fare musica. E farlo il più possibile».

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