21.5 C
Milano
25. 06. 2024 13:33

Giacomo Poretti lancia il programma del “suo” Teatro Oscar: «Ragazzi, il teatro è un luogo magico»

«Lo abbiamo chiamato Le vite degli altri e guardiamo con attenzione ai nuovi comici milanesi provenienti dal web»

Più letti

La passione per il teatro e per le nuove proposte comiche che arrivano dal web, ma anche un giudizio più che lusinghiero sull’attività da “influencer” dell’eterno amico-collega Giovanni Storti: «Ma non diteglielo, che si incavola a sentire quella parola». L’universo di Giacomo Poretti è ampio; lui che, una delle colonne del trio comico con Aldo e Giovanni, oggi è uno dei direttori artistici del Teatro Oscar, del quale ha lanciato ufficialmente la nuova stagione.

Giacomo Poretti presenta la nuova stagione del Teatro Oscar

Giacomo Poretti, perché venire al teatro Oscar?
«Il perché è il titolo della stagione, Le vite degli altri. Noi siamo convinti che gli altri abbiano idee, convincimenti, paure e desideri diversi dai nostri e solo conoscendoli possiamo trovare un equilibrio. Vogliamo che il Teatro Oscar diventi il teatro dell’anima».

Suona strano pensare che i teatri siano vuoti in un contesto come quello milanese. Come se lo spiega?
«Senza prendere scuse, il Covid ha dato uno scossone a tutte le forme di spettacolo. Sono momenti di crisi, di riflessione. Il teatro ha vissuto la stessa cosa del cinema, l’impossibilità a frequentarlo. Adesso si riprende, ma soprattutto sono i giovani, che non sono stupidi e nemmeno superficiali, che vanno coinvolti.

Le tre parole di oggi? Scoprile in newsletter!

In che modo?
«Per loro questa forma di espressione è inconsueta perché non nata e fruibile nel web. Noi sappiamo invece che il teatro è carnalità, è spettacolo dal vivo. E il pubblico apprezza i live, guardate i concerti. Quindi, con pazienza, vogliamo richiamare i giovani, che non sanno cosa sia il teatro, sperando che rimangano sorpresi».

Come sta la comicità milanese?
«Io, Giovanni, Enrico Bertolino e altri siamo la quota anziani (ride, ndr.). Lo dice l’anagrafe. Però si stanno affacciando proposte molto interessanti che arrivano dal web. E a noi piace l’idea di questo confronto. Qualche nome? I Pantellas, ad esempio. Ma anche i TheShow e molti altri. Quindi perché non provare a portarli sul palco?».

Facciamo finta di essere a fine stagione teatrale, che cosa farebbe sentire bene Giacomo Poretti?
«Il teatro sempre pieno è scontato, se capita siamo contenti. Mi piacerebbe vedere tanti ragazzi; e convincerli, con la qualità, che il teatro è un luogo magico. Non è come un reel di Instagram, senza voler sminuire chi fa questi contenuti. Ma sul palco si sta almeno un’ora, dopo che ti sei preparato per mesi. È una vera esperienza di vita, che spero possa incuriosire i ragazzi. È la sfida più grossa».

In breve

FantaMunicipio #36: l’eterno movimento dei progetti che riscrivono la città

Questa settimana facciamo il punto su tanti progetti che, in piccolo o in grande, si propongono di dare un...