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26. 06. 2022 07:27

Ex casa di Fabrizio Corona a Milano diventa l’aula della legalità

Il progetto dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati

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A Milano, in via de Cristoforis, l’ex casa di Fabrizio Corona, confiscata all’ormai ex fotografo, è divenuta l’aula della legalità per gli studenti del liceo Volta. Sembra un paradosso parlare di legalità, ma questo è quanto realmente avvenuto all’appartamento di otto locali che venne confiscato a suo tempo dalla polizia all’ex fotografo, in quanto acquisito con fondi illeciti. Un immobile del valore economico di oltre due milioni di euro, ora destinato alla didattica per le scuole superiori. 

Ex casa di Fabrizio Corona, lì dove si parla di legalità

In queste aule i ragazzi del liceo Volta di Milano hanno la possibilità di affrontare dei temi assai particolari. Perché è difficile immaginare un istituto superiore dove si possa parlare di legalità, beni confiscati e attività criminali. Ma qui accade proprio tutto questo, in un’aula che è il salone della casa milanese proprio di Fabrizio Corona. D’altronde la dimora era vuota ed inutilizzata, visto anche che lo stesso Corona è agli arresti domiciliari in quanto deve scontare ancora tre anni della pena che gli è stata inflitta.

La storia della casa di via de Cristoforis

Via de Cristoforis è una via di Milano molto rinomata, in una zona cool come quella totalmente new look di Porta Nuova. Una delle parti della città dove le case hanno il valore più alto, ben servita con i mezzi e sempre mantenuta anche in un certo livello. Qui la casa di otto vani, che Fabrizio Corona aveva intestato ad un prestanome, era stata sequestrata dalla polizia nel 2016 e confiscata nel 2018 dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano. Oggi la struttura è totalmente in mano all’Agenzia nazionale per i beni confiscati e venerdì scorso, 26 novembre 2021, c’è stata la prima lezione per una ventina di studenti del liceo scientifico Volta, lezione all’interno di una serie di progetti ideati dalla stessa agenzia di concerto con l’Ufficio scolastico regionale e il ministero della Cultura. I ragazzi hanno parlato del codice antimafia e di come lo Stato e gli enti locali usano i beni sequestrati e confiscati: «I beni sottratti a tutte le forme di criminalità, da quella mafiosa a quella economica, devono ritornare nel circuito della legalità sociale» il commento di Fabio Roia, presidente della Sezione prevenzione.

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