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21. 07. 2024 00:54

Milano scritte omofobe: una multa non è sufficiente

Non basta la bandiera arcobaleno e il patrocinio del Pride per trasformare la città in luogo sicuro

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Compaiono a Milano scritte omofobe spesso e su diversi muri in diverse zone della città. Cosa che, di fatto, fa scattare un campanello d’allarme in quanto significa che chi ha quelle idee vive in tutti i municipi. Motivo per il quale far scattare una multa, come richiesto dal partito dei gay, non sembra essere la soluzione ideale.

Milano scritte omofobe, il partito dei gay chiede una multa 

Sul sito ufficiale del partito si legge: «I gay non devono esistere”…ecco la scritta omofoba sui muri della scuola di parco Trotter, a Milano: atti e messaggi omofobi che la ritraggono non proprio come città “LGBT+ Friendly” tanto millantata – riportano – E no, non basta la bandiera rainbow e il patrocinio del Pride per trasformarla in luogo sicuro, ma devono essere svolte azioni concrete, come approvare la delibera creata da Partito Gay LGBT+ che multa gli atti di omofobia fino a 500 euro, che in questo caso darebbe un aggravante agli autori di queste vili scritte, come oggi avviene per le scritte razziste ed antisemite. Da mesi attendiamo una risposta dal Sindaco Sala, che tutt’ora continua a tacere a riguardo e confidiamo che, visto il periodo, quantomeno ci mostri i piani antiomobitransfobia seri per la città che amministra». 

La storia dell’omofobia, a Milano scritte omofobe si susseguono

La storia dell’omofobia è lunga e complessa. Fin dall’antichità, l’omosessualità è stata vista con sospetto e disprezzo da molte culture. In Europa, l’omosessualità era considerata un crimine fino al XX secolo, e molte persone sono state perseguitate, imprigionate o addirittura uccise a causa della loro orientamento sessuale. Anche oggi, l’omofobia esiste in molte parti del mondo, anche se ci sono stati progressi significativi nella lotta per i diritti delle persone LGBT+. È importante continuare a combattere l’omofobia e promuovere la tolleranza e l’accettazione per tutti, indipendentemente dalla loro orientamento sessuale.

Cosa sta facendo la città di Milano per combattere l’omofobia

La città di Milano ha adottato diverse iniziative per contrastare l’omofobia. Innanzitutto, è stata istituita una consulta LGBTQIA+ che si occupa di promuovere la cultura dell’accoglienza e della diversità. Inoltre, la città ha organizzato numerose campagne di sensibilizzazione e prevenzione contro l’omofobia, rivolte sia alla popolazione che alle istituzioni. Milano ha anche promosso l’istituzione di sportelli di ascolto dedicati alle vittime di discriminazioni sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Infine, la città ha sostenuto la realizzazione di eventi e manifestazioni a favore dei diritti LGBTQIA+, come il Pride di Milano, che ogni anno richiama migliaia di persone da tutta Italia e non solo.

milano pride 2022

Come si può combattere l’omofobia

Ci sono diversi modi per combattere l’omofobia. Innanzitutto, è importante educare le persone sull’importanza del rispetto e della tolleranza verso le persone LGBTQ+. Ciò può essere fatto attraverso programmi educativi nelle scuole e attraverso campagne di sensibilizzazione. Inoltre, è fondamentale che le leggi siano in linea con i diritti delle persone LGBTQ+ e che vengano applicate in modo efficace. Infine, è importante creare spazi sicuri e accoglienti per le persone LGBTQ+, ad esempio attraverso l’apertura di centri comunitari o l’organizzazione di eventi inclusivi. Combattere l’omofobia richiede un impegno costante da parte di tutti, ma è essenziale per creare una società più giusta e inclusiva per tutti. Solo così potremo davvero ignorare il fatto che a Milano scritte omofobe riempiono i muri della città.

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