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16. 05. 2021 08:13

Profondo rosso per il commercio in Lombardia

Il segno meno è diventata una costante non più soppartabile per le imprese lombarde

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E’ pesantissima la prospettiva del periodo pasquale in zona rossa per le attività di commercio, turismo e servizi della Lombardia. Complessivamente, un mese di chiusure, da metà marzo a metà aprile, costerà 2 miliardi e 458 milioni.

Nei giorni di Pasqua si perderanno 470 milioni di euro rispetto al 2019. Allarme per le strutture ricettive, con chiusura quasi totale.  «E’ la seconda Pasqua passata a tutti gli effetti in lockdown, un altro durissimo colpo a fronte di sostegni ancora insufficienti, che bastano a malapena a coprire poche spese fisse e niente di più ma soprattutto tardivi e con criteri di accesso troppo restrittivi», ha spiegato Carlo Massoletti, vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia.

L’impatto delle restrizioni sarà particolarmente grave per la ristorazione (-80%), per i servizi ricreativi (-75%), per il commercio al dettaglio (-70%). Scenario nerissimo anche per l’accoglienza.

«Nelle strutture ricettive siamo di fronte a tassi di occupazione delle camere quasi a zero, in un contesto in cui la maggior parte degli operatori sui laghi, in montagna e nelle città d’arte non ha neppure aperto, considerate le restrizioni agli spostamenti», ha sottolineato Massoletti.

«Non è pensabile – ha aggiunto – che le imprese possano sopportare ancora a lungo questa situazione di gravissimo danno economico e profonda incertezza. Il punto è che il deciso cambio di passo sui sostegni non si è ancora visto. E sulle imprese lombarde pesano le conseguenze delle chiusure imposte da inizio anno. Bruciano, in particolare, quelle per l’errata zona rossa di gennaio».

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