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21. 01. 2022 17:45

Come mangiano i nostri figli? La mensa scolastica degli istituti milanesi sotto osservazione

La complessa macchina della mensa scolastica sotto osservazione da parte delle famiglie: ecco cosa è emerso

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Ci sono bambini che a scuola consumano l’unico pasto completo della giornata. Mangiare a scuola significa anche fare educazione alimentare e socializzazione: durante le ore di lezione gli studenti devono stare distanti, indossare sempre le mascherine e anche l’intervallo come lo conoscevamo è off-limits. Così, inforchettare un piatto di pastasciutta o le non troppo amate verdure diventa una buona scusa per chiacchierare, che ci si trasferisca in mensa o che si rimanga seduti al proprio banco. A quasi un mese dall’inizio dell’anno cerchiamo di capire come è partita la macchina della mensa scolastica. Bisogna premettere che le iscrizioni al servizio fornito da Milano Ristorazione si sono chiuse il 30 settembre.

Mensa scolastica, una situazione sotto osservazione

Inoltre, i genitori interessati a candidarsi come commissari mensa hanno potuto fare richiesta fino al 6 ottobre, e quindi la situazione è ancora in evoluzione. «Siamo in pochi – ci dicono i commissari della scuola di via Cesari (zona Niguarda) – e vogliamo sensibilizzare gli altri genitori a partecipare per capire come funzionano le scuole dei loro figli. Noi abbiamo problemi strutturali: lo spazio dedicato alle “scodellartici” non è agibile e per il momento alcune classi mangiano in refettorio e altre in aula».

Alla primaria di via Veglia fino alla scorsa settimana la mensa era garantita solo al giovedì e al venerdì. «Ho scritto una lettera alla dirigenza, raccogliendo le firme di altri genitori – racconta a Mi-Tomorrow Savina Perchinelli, mamma di una bambina di quarta elementare -, ieri è ripartito il tempo pieno tutti i giorni, così come il servizio mensa, ma solo per alcune classi, e non ne capiamo il motivo. Ci è sempre stato detto che il problema era la mancanza di personale per la distribuzione dei pasti, ma perché gli addetti sarebbero disponibili al giovedì e al venerdì, mentre negli altri giorni no? Ciò crea grossi disagi alle famiglie». Ieri era prevista una riunione per discuterne.

Insegnanti, un problema ancora irrisolto

Enrica Xodo, mamma di un bambino di prima elementare della Alberto Da Giussano di Porta Nuova, racconta: «La dirigente è cambiata il primo di settembre e da noi mancano diversi insegnanti. E’ per questo che l tempo pieno non parte, e ne risente anche il servizio mensa, che da settimana scorsa è attivo solo dal lunedì al giovedì: al venerdì non ci sono maestre per coprire il turno e così i bambini escono alle 12.30. Il problema non è quindi imputabile a Milano Ristorazione, e sulla qualità del cibo non ho nulla da dire».

La signora Xodo evidenzia però che: «I bollettini da pagare li abbiamo ricevuti già a metà settembre: l’importo è lo stesso della materna, dove l’anno scolastico parte ai primi di settembre a si conclude a fine giugno. Alle elementari si inizia invece a metà mese con la mensa che è attiva, a singhiozzo, da fine settembre, e termina il 9 di giugno: quasi due mesi di differenza!».

La qualità della mensa scolastica lascia ancora a desiderare

Altre mamme dicono che le porzioni sono scarse e che i figli quando escono da scuola hanno ancora fame. Nelle scorse settimane ci sono stati degli “intoppi”, come quando alla materna di via Galvani il menu è cambiato in corsa perché la pizza prevista quel giorno è arrivata cruda.

Alcuni genitori della primaria Pirelli si lamentano della qualità generale del cibo: «Mia figlia mangia di tutto e alla materna non aveva problemi – ci racconta una di loro -. Alle elementari il menu è diverso: molti piatti sono sommersi da grandi quantità di formaggio grana che copre qualsiasi sapore, oppure ci sono ricette troppo “raffinate” per i bambini, come la rapa rossa e il pollo marinato alla senape e limone: così mia figlia mangia poco e al pomeriggio ha una gran fame».

E sulle merende degli asili nidi…

In più c’è una questione che riguarda la merenda nei i nidi. I genitori del gruppo Facebook “Ripristino post scuola” hanno inviato una lettera all’ATS e all’assessorato all’istruzione del Comune di Milano per chiedere di non tenere i bambini “a digiuno” per 5 ore. «Il pranzo dei lattanti (bambini che non hanno ancora completato lo svezzamento, ndr.) viene servito alle 11.30 e la merenda pomeridiana alle 16.30/16.45, e solo per i bimbi che aderiscono al “post-scuola”, che inizia alle 16.30.

Gli altri bimbi non mangiano quindi dalle 11.30 fino all’’uscita», si legge nella lettera. Questi orari esistevano anche prima dell’arrivo della pandemia, ma i firmatari vorrebbero che le cose cambiassero. Mamme e papà chiedono di portare merende confezionate a loro spese, o che Milano Ristorazione serva la merenda pomeridiana in anticipo, così da farla consumare anche i bambini che non frequentano il post scuola, dato che la retta mensile comunale resta uguale per tutti.

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