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21. 01. 2021 03:04

Milano, terminata l’occupazione al Manzoni. L’avvertimento: «Voi ce la togliete, noi la riprendiamo»

Il presidio in solidarietà ai compagni occupanti: il video

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La prima occupazione scolastica in tempi di Covid-19 è andata in scena al liceo classico Manzoni di Milano. Si è conclusa quest’oggi alle 14, dopo il presidio e l’assemblea a cui hanno partecipato decine e decine di studenti. Fuori dall’istituto un cartellone dal sapore di avvertimento per il futuro: «Voi ce la togliete, noi ce la riprendiamo», si legge.

L’occupazione. Gli studenti si sono ritrovati nuovamente, dunque, per chiedere il rientro a scuola con le dovute precauzioni e protocolli sanitari chiari e precisi. Un solo coro e una sola voce: «Vogliamo tornare a scuola». Un gesto significativo che vede ancora una volta in prima linea giovani ragazzi che attendono un rientro alla normalità, che potrebbe nuovamente slittare se sarà confermata la zona rossa in Lombardia.

Con il presidio di questo pomeriggio si conclude così l’occupazione del liceo iniziata ieri mattina intorno alle dieci. Una ventina di studenti hanno passato anche la notte nell’istituto: l’obbiettivo era rimanere nel cortile della scuola con le tende per rispettare le norme anti-Covid. La preside del liceo però per non far passare ai ragazzi la notte al gelo ha concesso loro di utilizzare alcune aule.

Tanta solidarietà dai genitori e dagli stessi docenti, che hanno portato questa mattina anche focacce e brioche agli occupanti. I primi hanno scritto una lunga lettera in cui hanno parlato di «azione coraggiosa» da parte dei loro figli.

«Siamo consapevoli che l’emergenza sanitaria non permetta abbassamenti della guardia, ma condividiamo e facciamo nostro lo scoramento dei ragazzi ai quali sono state fatte promesse mai mantenute, ma che hanno sempre pazientemente e responsabilmente atteso fiduciosi che arrivasse il loro turno – hanno scritto -. Purtroppo ad oggi si ritrovano costretti nelle loro case, davanti a un metallico pc, stanchi e demotivati. La DAD è stata un’ancora di salvezza all’inizio di questo viaggio, ora è un sasso che fa affondare».

 

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