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28. 06. 2022 05:39

Priorità alla Scuola indaga sulla situazione degli istituti milanesi: «La scuola è ancora part-time»

Luci e ombre dalle famiglie milanesi che hanno risposto alle domande del comitato Priorità alla scuola (PAS)

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Tempo pieno, pre e post scuola, completamento dell’organico docenti. Sono queste le tre domande del questionario che il comitato Priorità alla scuola (PAS) ha sottoposto alle famiglie milanesi dal 18 al 28 ottobre in merito alla situazione delle scuole pubbliche dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado per “valutare se il tempo scuola corrisponde ai tempi lavorativi della città, in particolare delle donne, sempre più precarizzate”. Hanno risposto 700 famiglie di 243 istituti di Milano.

Il questionario di “Priorità alla scuola”

Secondo i genitori interpellati, il tempo pieno è partito in ritardo in una primaria su quattro (delle 112 valutate) e nel 4% dei casi non è partito affatto. Nel 15% delle materne (specialmente quelle statali) e primarie il servizio pre e post scuola non risulta essere ancora attivato. Dove non è partito ci sono state comunque poche richieste; in diversi casi dove è stato attivato, invece, come conseguenza sono diminuite le ore di compresenza: si è dovuto distribuire le educatrici nell’arco di più ore senza aggiungere personale.

Mancano gli insegnanti

Nella seconda metà di ottobre nel 40% degli istituti valutati mancavano ancora i docenti o l’organico era stato completato in ritardo. Il capitolo insegnanti di sostegno è un problema nel problema. Nel 12% degli istituti valutati mancano ancora e nel 15% dei casi hanno preso servizio in ritardo. Il 25% del campione non ha risposto.

«I nostri dati evidenziano che la scuola non può riaprire semplicemente chiudendo la parentesi dei mesi in Dad, anche se ora si è tornati alla didattica in presenza – ha commentato a Mi-Tomorrow Chiara Ponzini, portavoce di Priorità alla Scuola – mesi che hanno portato alla luce la lacerazione già esistente tra chi è più facilitato a seguire i corsi e chi non può. I risultati evidenziano la frattura, che diventa una voragine discriminatoria nel percorso formativo dei bambini nelle opportunità di inclusione e progresso sociale».

Di Municipio in municipio

La ricerca ha suddiviso le risposte anche in base ai municipi di appartenenza delle scuole prese in considerazione. Per quanto riguarda la mancanza di docenti, ad esempio, i municipi che ne risentono di più sono il 5 (con il 65% di scuole con l’organico incompleto) e il 6 (51%). La mancata attivazione di pre e post scuola si fa sentire di più nel Municipio 1.

Il questionario chiedeva alle famiglie di indicare liberamente anche altre criticità. Fra le risposte si segnala la presenza di molti docenti precari, l’impossibilità di utilizzare laboratori, palestre, cortili, mense e di fare uscite didattiche. Alcuni genitori hanno raccontato che durante l’intervallo, per non creare assembramenti nelle aule troppo piccole, i bambini passano il tempo seduti a guardare i cartoni.

«Gli investimenti sull’edilizia scolastica previsti dal Pnrr non bastano – conclude Ponzini – serve una chiamata nazionale all’attenzione e all’azione per far progredire il ruolo sociale della scuola come centro civile di riorganizzazione dei servizi, di redistribuzione delle opportunità e di rinnovamento del modello urbano e quindi del modello di convivenza».

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