Assimpredil: «M4 fondamentale per il nostro rilancio»

Marco Dettori: «Servono massici investimenti pubblici per ripartire: poi anche quelli privati»

«Il mondo delle costruzioni in crisi, le possibilità di ripresa e il ruolo specifico che può rivestire un’opera come M4. Marco Dettori, presidente di Assimpredil Ance, affronta con Mi-Tomorrow i temi più delicati di questo momento con realismo senza rinunciare ad aprire una prospettiva positiva per il futuro.

 

Assimpredil, parla il presidente Dettori

Quante sono le imprese iscritte ad Assimpredil Ance?
«Seimila».

Qual è l’impresa tipo?
«Ce ne sono di tutti i tipi, ci sono quelle con pochi dipendenti, medio piccole da 5 a 20 dipendenti e grandi anche se queste ultime sono sempre di meno».

Quanti sono i lavoratori impegnati?
«Prima del Covid-19, a pieno regime erano 45-55 mila gli iscritti alla cassa edile».

Com’ è il quadro di oggi?
«Non è brillante. Le imprese vengono da due mesi di blocco e si trovano in grandi difficoltà dovute alla necessità di adottare i piani di sicurezza, ai ritardi nella filiera che significa ritardi negli approvvigionamenti e nelle consegne: abbiamo ricominciato il 4 maggio, speriamo di ripartire a giugno e di arrivare a un piano di produzione per luglio».

Come sarà il bilancio di quest’anno?
«Sarà un anno orribile, le spese sono grandi e i fatturati sono compromessi».

Quante imprese resisteranno?
«Difficile dirlo, questo è un settore resiliente. Certamente ci saranno molti feriti, credo che il contraccolpo si sentirà su un arco che va dal 15 al 35 per cento delle imprese, sarà davvero un colpo durissimo».

Assimpredil e l’ostacolo più duro

L’ostacolo più duro per le imprese?
«Bisogna cercare di capire se la ripresa è compatibile con la salute e la sicurezza dei cittadini».

Il Comune ha avviato un terzo dei cantieri, qual è la situazione di quelli privati?
«In questo momento è decisivo il comportamento dell’autorità pubblica, dovrà riuscire ad assicurare fiducia e tranquillità ai privati che sono restii a fare investimenti».

In che modo?
«Aumentando la domanda pubblica, sarà così più semplice investire anche per i privati».

La tradizionale ricetta keynesiana?
«Sì, credo che la differenza arriverà dalla capacità di sviluppare la domanda pubblica: scuole, strade, ponti, a Milano ce n’è bisogno».

Che ruolo può giocare nel rilancio la realizzazione di M4?
«E’ un’infrastruttura fondamentale, sono impegnate centinaia di imprese, con la filiera sviluppata nel territorio».

Il consorzio, però, è costituito da grandi imprese.
«C’è Salini e Impregilo ma quando si realizzano opere così importanti le grandi imprese si devono appoggiare ad un filiera solida».

Milano ce la farà?
«E’ una città dinamica, ha tante cartucce da sparare, io confido nella capacità ambrosiana e nel ruolo delle istituzioni: mettiamo al centro i progetti, se si può ripartire lo si farà al meglio».

A proposito di progetti, ce ne sono tanti da realizzare: gli ex scali, Santa Giulia, lo stadio…
«Sono tanti è vero, ciò che di buono è stato fatto non è andato disperso. Veniamo da un periodo di sospensione, ora sarà necessaria una programmazione più meditata».

Nonostante tutto lei è ottimista?
«Si, penso che ce la faremo, oltre a quelle citate abbiamo anche un’altra grande opportunità».

Quale?
«Le Olimpiadi del 2026».