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27. 07. 2021 05:01

Bovisa 2030, per la Goccia un futuro tutto da scrivere tra verde, innovazione e polemiche

Un piano articolato delinea una volta per tutte il futuro dell’area

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Sarà un mix tra storia, scienza e verde. La nuova Bovisa è già una realtà, almeno sulla carta. Il futuro della periferia milanese è scritto nella Convenzione Quadro siglata da Comune di Milano Politecnico. Obiettivo: rigenerare un vuoto urbano carico di storia in ragione del suo passato industriale, prevedendo la nascita di un grande sistema di verde sul 65% dell’area, un polo scientifico tecnologico di eccellenza e spazi vivibili finalmente riconnessi ai quartieri limitrofi.

Recuperi. Come previsto dal Piano di Governo del Territorio che lega lo sviluppo dell’area a una Grande Funzione Urbana di interesse pubblico e consente un indice edificatorio unico di 0,35, l’ambito Bovisa-Goccia sarà rigenerato a partire dall’ampliamento del Campus del Politecnico, anche attraverso il recupero di edifici di pregio quali i due ex gasometri, e dalla realizzazione di un grande sistema di verde.

Nasceranno infatti a nord il grande Parco della Goccia di circa 162.500 metri quadri e a sud il Parco dei Gasometri che verrà attrezzato per il tempo libero e lo sport, per un totale di quasi 215.000 metri quadri di verde, circa il 65% dell’intera superficie (325.723 metri quadri).

Verde. I due parchi, caratterizzati da elevato valore ecologico, saranno quindi connessi da una rete di spazi verdi e pedonali attraversabili lungo il lotto centrale, attualmente occupato da diversi immobili storici, testimonianza del passato industriale, che verranno recuperati e affiancati a nuovi edifici per l’ampliamento del Campus, ospitando nuovi spazi per la ricerca e l’innovazione.

Gasometri. A tal fine, lo scorso novembre, il Consiglio Comunale ha approvato le cessioni e le permute necessarie ad ottenere una riconfigurazione delle aree di proprietà del Comune e del Politecnico maggiormente funzionale al disegno urbanistico previsto. In particolare, circa 13.000 metri quadri di aree di proprietà del Comune di Milano, ovvero quelle relative ai due gasometri e agli altri edifici storici da mantenere, saranno concessi in diritto di superficie al Politecnico di Milano per 60 anni, mentre 25mila metri quadri saranno ceduti all’Ateneo per 30 anni per la realizzazione del Parco dei Gasometri.

Campus. L’ampliamento del Campus sarà affiancato da funzioni urbane accessorie o compatibili anche con il tessuto urbano esistente. Saranno quindi consentite, per un massimo di 112mila metri quadri, residenze universitarie, destinazioni terziario-direzionale, produttive, ricettive, e commercio fino alla media struttura di vendita.

«L’accordo con il Politecnico segna una svolta per un’area strategica della città nonché l’applicazione del Piano di Governo del Territorio relativamente alle Grandi Funzioni Urbane – dichiara l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran –. Bovisa è il nodo di un asse fondamentale che da Porta Nuova, attraverso lo Scalo Farini, si ricongiunge a nord con l’area MIND e Cascina Merlata. Il grande parco, che avrà un’estensione addirittura superiore a quanto previsto dal PGT, si connetterà quindi con quelli esistenti e futuri, diventando tassello di un grande corridoio verde, mentre la creazione di un polo innovativo per il Politecnico consoliderà la vocazione universitaria dell’area».

«In linea con le grandi metropoli europee, Milano si dota di un parco scientifico-tecnologico all’altezza degli standard internazionali – fa notare Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano –. I due gasometri saranno degli straordinari contenitori di alcune delle funzioni trainanti per il mondo dell’innovazione, dell’imprenditoria, della formazione, del benessere e della cultura con l’obiettivo di promuovere la crescita di un distretto della conoscenza e dell’innovazione che parte dall’università e che si allarga alla collettività. Una risposta concreta per uno sviluppo sostenibile e inclusivo».

 

Tempi. Lo sviluppo della Grande Funzione Urbana Bovisa-Goccia si articolerà in lotti di intervento, la cui realizzazione potrà avvenire tramite interventi autonomi, anche temporalmente distinti, consentendo una più rapida attivazione del processo di rigenerazione. Il percorso partirà dalla progettazione e realizzazione delle attività di bonifica delle aree, nonché, laddove possibile, dall’avvio degli interventi di rigenerazione già realizzabili.

Il Politecnico potrà ad esempio attivarsi fin da subito per la realizzazione del Parco dei Gasometri nel lotto già bonificato dal Comune e per la rifunzionalizzazione dei due edifici storici, cui è stato riconosciuto l’interesse culturale. Parallelamente il Comune si attiverà per realizzare le bonifiche sul restante lotto del Parco dei Gasometri, il cui piano operativo è già stato predisposto.

Per quanto riguarda gli interventi all’interno lotto destinato alla realizzazione del Parco della Goccia, l’Amministrazione individuerà le migliori metodologie di intervento finalizzate a rendere fruibili le aree anche in via temporanea e a contenere l’attività di risanamento dei suoli, salvaguardando il più possibile l’ecosistema esistente.

Contestualmente verrà infine pianificato un sistema di infrastrutture per la mobilità pubblica e privata, in coerenza con gli indirizzi comunali volti all’incentivo della mobilità sostenibile e in considerazione della vicinanza con le stazioni di Bovisa e Villapizzone e con il Nodo Bovisa, il cui sviluppo verrà delineato tra poche settimane nell’ambito del bando internazionale Reinventing Cities.

Il no del Comitato La Goccia: «Ecco perché è un piano da bocciare»

E’ un no durissimo quello che arriva dal Comitato La Goccia, che da anni segue con attenzione le vicende dell’ex area industriale della Bovisa. A Mi-Tomorrow l’urbanista Giuseppe Boatti non usa giri di parole: «Il piano di riqualificazione presenta ambiguità ed errori tali da meritare la bocciatura».

Architetto, perché è così drastico?
«Iniziamo col dire che questo progetto è stato rivendicato da Maran e da Sala come un grande risultato ecologico: è vero solo in parte».

Per quale ragione?
«La riduzione delle volumetrie è numerica, non è certa perché le norme di questo Pgt prevedono che tutta una serie cose non cubano più, ovvero uffici smart, servizi di cui c’è un elenco lunghissimo, palestre, centro congressi».

Non cubano significa che si può costruire in altezza?
«Si può costruire anche sul suolo perché il Comune riconosce come utili i servizi pubblici e anche quelli privati. Ora mi chiedo: c’è qualcuno che vuole cose inutili? Inoltre è inaccettabile che i servizi privati, per loro natura speculativi, possano essere free dal punto di vista urbanistico».

Sta dicendo che il 65% di verde annunciato potrebbe restare sulla carta?
«Il verde pubblico è aleatorio, oggi non possiamo dire quanto ce ne sarà. C’è poi un altro elemento sul quale sono molto critico».

Di cosa si tratta?
«Non c’è un disegno di questo piano, il Comune ha pubblicato la delibera ma mancano gli allegati. In ciò che si legge non c’è scritto cosa succederà, non si sa se ci sarà un grattacielo o un’area sportiva, se verranno costruiti 10 o 100 edifici».

Non è solo un aspetto tecnico.
«Guardi che la pubblicazione del disegno urbanistico è obbligatoria».

Questa assenza consentirebbe di fare aggiustamenti in corso d’opera?
«E’ evidente, Comune e Politecnico potranno procedere a pezzetti, questo piano è il vessillifero della deregolamentazione. Non c’è più un piano particolareggiato, non sappiamo come faranno strade, verde, edifici: è una cosa mai successa, neppure il piano di Pisapia, che pure ho criticato, arrivava a tanto».

Cosa la preoccupa di più?
«L’area destinata al verde è tutta da bonificare ma non esistono progetti di bonifica: ciò significa che col pretesto di dovere effettuare interventi di bonifica si potrebbe disfare un bosco».

Com’è possibile?
«Bisogna tenere presente che per il Comune la superficie va considerata da zero a un metro, quindi se ci sono inquinanti a 90 centimetri si può intervenire».

E’ una misura di cautela ambientale.
«In Germania considerano i primi 10 centimetri».

Nel complesso come giudica questo piano?
«Sulla base di ciò che è conoscibile è ingiudicabile. Si possono fare rilievi su ciò che è pubblicato, io dico solo che bisogna rispettare le leggi nazionali».

Come giudica le funzioni?
«Prediamo l’area dei due gasometri, nella prima ci saranno le start up mentre nella seconda, di dimensioni ridotte, si insedieranno piccole attività sportive come padel e una piscina di soli 25 metri: è un errore, quel quartiere avrebbe bisogno un grande centro sportivo».

E’ d’accordo sull’espansione del Politecnico nella Goccia?
«Assolutamente, è basilare: è una delle funzioni che deve essere trainante».

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