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13. 06. 2024 02:36

Caos Trenord: per la politica è meglio giocare a scaricabarile

Possibile che la colpa non sia mai di nessuno?

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Il caos Trenord, con record di corse cancellate e ritardi, continue lamentele dei pendolari e firme raccolte sul web di protesta, sembra non avere nessun responsabile. O meglio, a livello politico è un problema che non trova, ad oggi, una soluzione. Incredibile a dirsi, ma è proprio così. 

Caos Trenord, numeri che fanno davvero impressione 

I numeri legati al caos Trenord sono davvero inquietanti: ad ottobre 2022 la media è stata di 65 coinvolgi cancellati al giorno, una media del 3% di treni totalmente soppressi e, su 42 linee totali, ben 15 sono al sotto degli standard di affidabilità. E la protesta corre sul web, con i social network che lanciano accuse e sottolineano come il caos Trenord, ad oggi, appaia un vero e proprio insieme di malcontento: «E anche stamani da Novate… treno per Cadorna delle 06:43 ANCORA Soppresso», si legge in un messaggio. Oppure: «Treno delle 7.45 a Cesano per Rogoredo, soppresso, non si capisce perché, treno successivo delle 8.00 in ritardo di più di 5 minuti». La sfilza di messaggi di questo genere, nei gruppi specializzati, è infinito. E questo porta ad una sola conseguenza: le persone sono costrette ad utilizzare nuovamente la propria auto privata, con conseguente congestione del traffico cittadino in entrata. 

Trenord, la stazione di Saronno
Trenord, la stazione di Saronno

Il caos Trenord e la volontà della politica di non decidere 

Il malcontento è talmente ampio che i pendolari hanno deciso (e sono riusciti in brevissimo tempo) a mettere a punto una rete di rilevamento indipendente, fondata sul monitoraggio elettronico in continuo dei dati del traffico ferroviario. C’è da chiedersi se, in questo periodo che ci porta alle prossime elezioni regionali, la triade dei candidati composta da Attilio Fontana, Letizia Moratti e Pierfrancesco Majorino sia in grado di dare delle risposte sensate ai pendolari. Non trovare soluzioni, ma perlomeno dare risposte sensate senza prendere in giro le persone. Il futuro di Trenord è e sarà un tema fondamentale per la prossima campagna elettorale e i candidati hanno ora meno di un mese per convincere.

sciopero dei mezzi

Attilio Fontana dice no ad un nuovo bando per risolvere il caos Trenord

Il presidente uscente di Regione Lombardia, Attilio Fontana,  dice la sua sul caso Trenord. E, nonostante l’azienda faccia capo proprio alla Regione, dice che la responsabilità di tutto non è da imputare alla stessa: « Non sono le modalità organizzative ma le strutture. – dice – Se non si mettono a posto le nostre strutture intese come binari, compito che spetta a Rfi, si può fare qualsiasi invenzione si voglia, ma resta una struttura vecchia di 60—70 anni che prevede dei passaggi ridotti rispetto a quelli di oggi». 

sciopero treni

Caos Trenord, perché Fontana da la colpa a RFI

RFI, che è la sigla di Rete Ferroviaria Italiana, è il gestore dell’infrastruttura ferroviaria italiana, controllata da Ferrovie dello Stato. RFI è proprietaria della rete ferroviaria italiana, fornisce segnalamento, manutenzione e altri servizi per la rete ferroviaria. In estrema sintesi: i pendolari si lamentano con Trenord (Regione Lombardia) che si lamenta con RFI (lo Stato italiano): siamo di fronte al canonico scaricabarile insomma: «Confido molto nella determinazione del ministro Salvini che faccia partire i lavori» ha concluso Fontana. Che potrebbe giocarsi la carta dell’alleato in Governo per migliorare il sistema ferroviario: ci riuscirà? 

stazione Lambrate

Letizia Moratti, Pierfrancesco Majorino e il caos Trenord

Di tutt’altro avviso, come normale che sia nell’attuale agone politico da campagna elettorale, Letizia Moratti. Per la candidata del Terzo Polo, infatti, «l’inefficienza di Trenord e dello stato di abbandono in cui versano i territori del sud della regione è lampante. Serve una gara più ampia possibile che permetta anche a player europei di parteciparvi». Per Pierfrancesco Majorino, candidato alla presidenza di Regione Lombardia sostenuto dal Partito Democratico e dal Movimento Cinque Stelle, «bisogna valorizzare i lavoratori di Trenord». E spera che ci possa essere una gara pubblica dopo aver «affrontato temi come l’eccesso di arrivo dei treni merci nella Stazione Centrale e aver agevolato alcune categorie come gli under 25».

Passante Ferroviario di Milano

Caos Trenord e l’esasperazione dei pendolari

Di certo tutte queste frasi fatte, idee che si spera non rimaranno tali, la voglia di insultare il lavoro di chi ha preceduto e la corsa spudorata da una poltrona, non fanno altro che ottenere una risultato: l’esasperazione dei pendolari, di chi tutti i giorni vive il caos Trenord. Milano già ha dimostrato di aver disertato le recenti elezioni comunali, vogliamo che accada la stessa cosa a livello regionale? Perché non parlare chiaramente di fallimento della politica a riguardo?

Agenti in pensione sui treni Trenord

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