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16. 05. 2022 23:44

Afghanistan, l’annuncio di Sala: “Accoglieremo i profughi di Kabul”

Possibile il ripetersi di un’altra Siria, come avvenuto nel 2013

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La città di Milano si prepara ad accogliere i profughi che arriveranno da Kabul, capitale di quell’Afghanistan dove sono tornati al potere i talebani, cosa che ha portato ad un fuggi fuggi generale dal paese. L’annuncio è stato dato direttamente dal Sindaco uscente del capoluogo meneghino, Beppe Sala. Il quale, tramite un post su Instagram, ha annunciato: «La questione afghana è di una dimensione e di una complessità di portata storica, e per questo può essere gestita solo attraverso un coordinamento a livello internazionale – si legge – In attesa che il Governo ci dia adeguate istruzioni, ci stiamo preparando a livello locale. Stiamo prendendo contatto con le ONG che operano a Milano e che, in alcuni casi, hanno esperienza diretta in Afghanistan. Allo stesso tempo ci stiamo preparando con i nostri servizi sociali a gestire l’accoglienza dei profughi che dovessero essere indirizzati sul territorio milanese».

 

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Afghanistan, già a Milano i primi profughi di Kabul 

Intanto i primi afgani stanno già arrivando in stazione Centrale a Milano, come ammesso da Faustino Boioli, fondatore dell’associazione dei Medici volontari, il quale parla di flusso di profughi che dura già da un po’ di settimane. «Anche prima della ritirata degli americani, gran parte del territorio era occupato dai talebani, e quindi molti dai 25 anni in su si sono messi in viaggio sulla rotta balcanica – racconta Boioli dalle pagine di Repubblica – . Arrivano distrutti, in condizioni psichiche precarie, feriti, con i piedi piagati perché vengono giù dalle montagne, attraversano molte frontiere, senza nessun aiuto, senza mezzi a motore. Noi li soccorriamo, cerchiamo di curarli, ma poi loro spariscono nei meandri della stazione, molti vogliono proseguire verso altre mete in Europa».

Possibile il ripetersi di un’altra Siria, come avvenuto nel 2013

La possibilità che possa ripetersi un’altra Siria, come avvenuto nel 2013, è concreto. Allora, alla caduta del regime, decine di migliaia di rifugiati che scappavano dalla guerra arrivarono in Italia. A muoversi dovrebbe essere, in questo caso, l’Europa. Come ammesso anche da Pierfrancesco Majorino, eurodeputato Pd ed ex assessore alle Politiche sociali della giunta di Beppe Sala: «Bene l’intervento di Draghi sul rimpatrio degli italiani in Afghanistan, ma dobbiamo pensare ad una risposta europea per tutti quelli che stanno scappando. Servono corridoi umanitari e interventi per i minori non accompagnati che da giorni stanno arrivando nelle nostre città». 

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