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10. 12. 2022 09:51

«Ecco perché lo abbiamo fatto»: parla il responsabile dei manifesti neofascisti nelle scuole milanesi

L'intervista a Emanuele, responsabile di Rete Studentesca Milano

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Al liceo scientifico Volta e al liceo classico Parini di Milano, nella giornata di giovedì 29 settembre, sono apparsi decine di volantini con chiari riferimenti neofascisti: “Fiamme eterne alle scuole moderne”, con immagini di edifici scolastici e bandiere arcobaleno divorate dalle fiamme. Opera della “Rete Studentesca – Acta est fabula“, organizzazione di estrema destra che respinge gran parte delle accuse.

Manifesti neofascisti, le parole del responsabile

A parlare di quanto successo a Milano è Emanuele, responsabile Rete Studentesca Milano che respinge subito le accuse di stampo neofascista: «Accuse che sono una scusa per distrarre da una paura generale, servono per gridare “al lupo” e deviare da quello che è il problema reale nel mondo della scuola. Noi siamo sovranisti, cristiani, abbiamo ideali come l’identità dei popoli, siamo critici verso immigrazione incontrollata e le teorie di genere. Ma il fascismo non c’è più e quando ci rispondono così vuol dire che cercano di distrarci», risponde Emanuele.

Manifesti neofascisti nelle scuole di Milano
Manifesti neofascisti nelle scuole di Milano

«Nel mondo della scuola non ci sono studenti discriminati per razza o genere, – continua il responsabile di Rete Studentesca Milano – la battaglia di certi centri sociali è diretta a non fare emergere i veri problemi della scuola ma sollevando allarmi di fascismo e razzismo che non esistono. Vogliamo dire a tutti gli studenti stufi dei centri sociali di alzare la testa e provare a proporre politiche differenti».

Manifesta neofascisti, un messaggio per il Manzoni

In settimana si è parlato tanto dell’occupazione andata in scena al liceo Manzoni: «Ci dicono che siamo usciti dalle fogne – spiega Emanuele -, ma noi non c’entriamo niente con FdI e quanto successo al Manzoni era programmato da tempo. Ci sentiamo di dare una risposta alle reazioni scaturite dai manifesti: l’intento era di richiamare attenzione su un problema della scuola, i collettivi si sono offesi con minacce e insulti per delle locandine, ma loro vogliono monopolizzare la politica studentesca sui temi reali insieme a sindacati, Arci e centri sociali, ovvero chi ha idee difformi da loro».

Manzoni

«Quali sono i nostri temi? Su tutti l’edilizia scolastica, anche dei poli universitari che devono essere rivisti. Ci sono laboratori fatiscenti, maltenuti e pericolosi: un nostro militante è stato danneggiato al braccio attraverso un macchinario. Il messaggio “Fiamme eterne alle scuole moderne” voleva dire questo, siamo contro scuole fatiscenti, strane teorie di gender e sigle che se ne approfittano. Il femminismo non serve, non ci sono questi problemi», conclude Emanuele.

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