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Milano
28. 06. 2022 01:04

«Milano libera di avvelenarsi»

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Dura presa di posizione contro il Comune di Milano da parte dei Cittadini per l’aria. In particolare, l’associazione contesta l’ordinanza pubblicata ieri da Palazzo Marino che – spiegano – «riporta Milano agli anni ’70». Motivo della rabbia è la libera circolazione consentita nelle zone a traffico limitato Area B e C, così come il parcheggio libero, la sosta gratuita, la riapertura delle aree pedonali, e delle vie riservate all’uso promiscuo.

Piste ciclabili. «Il Sindaco Sala forse ha mal compreso il suo ruolo di capo della Task force post Covid di C40 Cities – spiega Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria -. Le città europee e di tutto il mondo stanno attivando politiche coerenti con la necessità di dare spazio alle persone, alla mobilità sostenibile e al trasporto pubblico perché sia più veloce ed efficiente». E ancora: «Mentre i sindaci illuminati attivano strade senza auto, centinaia, a volte migliaia di chilometri di percorsi ciclabili di emergenza e inventano ogni stratagemma per prevenire l’uso dell’auto privata, il sindaco Sala offre ai cittadini, a mo’ di carota, 35 chilometri di ciclabili spezzettate (in parte in preparazione da anni) da attivarsi in qualche mese, mentre li bastona riaprendo indiscriminatamente la città al traffico, lasciando circolare chiunque sui percorsi riservati al trasporto pubblico e offrendo la città in pasto alla sosta gratuita».

Visione. Infine, l’appello: «Il Sindaco Sala abbia visione e faccia scelte coraggiose. Perdere questa occasione straordinaria può solo significare un ritorno a un drammatico peggioramento della qualità della vita, avviando Milano verso un progetto di futuro incerto e precario».

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