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26. 01. 2022 23:46

Stipendi bassi e algoritmo: scuola lombarda nel caos, mancano 5.108 docenti

Precari storici sorpassati in graduatoria da chi ha punteggi più bassi

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Gli stipendi sono troppo bassi, l’algoritmo non aiuta e la scuola lombarda fatica a trovare docenti, ad oggi ne mancano addirittura 5.108. Numeri eclatanti, ma in senso negativo, per la didattica in regione quelli rilanciati dalla sede regionale della Cgil. La quale sottolinea che il nuovo sistema informatico nazionale del Ministero ha comunque sopperito in parte alle mancanze nel mese di settembre, salvo poi un errore di calcolo dell’algoritmo provocare uno stallo. Risultato: a metà ottobre, mancano ancora moltissimi docenti.

Scuola lombarda, è caos docenti 

La situazione peggiore riguarda i posti per gli insegnanti di sostegno: «L’assenza cronica di docenti con specializzazione per il sostegno agli alunni diversamente abili necessita di una procedura d’assegnazione di supplenze a docenti non specializzati, con incrocio di tutte le diverse graduatorie» si legge nella nota diramata dal sindacato. Che poi va nel dettaglio dei numeri: 5.108 supplenze vacanti, 3.227 delle quali di sostegno. E i numeri più drammatici riguardano la città metropolitana di Milano: «Servono – aggiunge il sindacato – concorsi banditi regolarmente, concorsi riservati per chi ha anni di servizio di supplenza e l’aumento di posti per i corsi di specializzazione per il sostegno». 

Tutta colpa dell’algoritmo

La Cgil sottolinea come l’innovazione delle procedure di assegnazione dei contratti, con l’utilizzo dell’algoritmo, era stata introdotta con l’obiettivo di velocizzare i tempi di assegnazione dei supplenti alle scuole. Ma si è verificato diametralmente l’opposto.Uno dei problemi più gravi riguarda la penalizzazione subita da tanti docenti precari che ricoprono le più alte posizioni delle graduatorie. 

I precari storici 

La nota della Cgil prosegue: «La scorsa settimana abbiamo incontrato tante docenti precarie storiche delle GAE dell’infanzia di Napoli, escluse dalle nomine e scavalcate da chi ha punteggi più bassi. Analoghi problemi ci vengono segnalati dai precari di Milano e di Roma, che in diversi casi non hanno ottenuto la supplenza perché le sedi indicate non erano disponibili, e poi quelle medesime scuole sono state assegnate a chi ha punteggi più bassi. Insomma il sistema dell’informatizzazione richiede dei correttivi che in sede nazionale e anche locale devono essere assunti, perché il risultato di questi meccanismi non solo danneggia tanti lavoratori precari, ma sta lasciando molte scuole con le cattedre scoperte». 

A Milano l’emergenza maggiore

I numeri più eclatanti della scuola lombarda riguardano la provincia di Milano, «fortemente in ritardo. La professione dell’insegnante non è più attraente per molte ragazze e molti ragazzi — continua il sindacato lombardo —. Percorso di studio lungo, precarietà, concorsi a singhiozzo e stipendi bassi sono elementi che allontanano e non attraggono. Se si aggiunge come la scuole e gli insegnanti, in questi anni siano stati poco considerati e come siano stati non valorizzati nel loro ruolo fondamentale per il Paese, la somma dà un risultato negativo».

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