mama chat
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Mama Chat per la prima volta quest’anno sarà tra uno degli espositori di Fa’ la Cosa Giusta!. Si tratta dello sportello digitale per le donne in difficoltà, vincitore del Wired Next Festival come miglior start up per welfare. «Faremo vedere come funziona il sito e la raccolta fondi per aiutare l’associazione», spiega a Mi-Tomorrow Margherita Fioruzzi co-fondatrice di Mama Chat.

Chi siete?
«Mama Chat è uno sportello digitale che aiuta donne che sono in difficoltà gratuitamente e in forma anonima, è un sito a cui si accede senza registrarsi, gestito da un’associazione di volontari e professionisti fondata da me e dal mio socio Marco Menconi, esperto digitale».

Com’è nata l’idea?
«Questo progetto nasce per inserirsi in un gap di comunicazione e informazione per donne che hanno bisogno di rivolgersi ad uno specialista, di andare ad un centro anti-violenza, di chiedere aiuto per questioni gravi come un maltrattamenti o anche situazioni psicologiche delicate, che da sole non riescono a superare».

In che modo funziona?
«Sul sito mamachat.org, nella chat le nostre psicologhe volontarie sono online tutti i giorni e offrono l’ascolto iniziale per capire qual è la situazione, fare un percorso con la persona in difficoltà e cercare un indirizzo utile nella città dell’utente, dove chiedere aiuto in maniera professionale. L’obiettivo è quello di fare in modo che le donne possano chiedere aiuto ai centri specializzati sul territorio e quindi fornire informazioni vitali».

La chat aiuta a parlare meglio dei problemi?
«Il fatto di essere dietro ad uno schermo aiuta tantissimo perché ci si sente protette ed è un modo di raggiungere tutte quelle donne che, spaventate, si rivolgono ad internet, ma non hanno contatti con professionisti. Utilizziamo la potenza di internet per raggiungere tutte quelle donne che sono in pericolo, abbandonate dal sistema e le connettiamo con i centri specializzati sul territorio».

A breve fornirete anche un ulteriore aiuto?
«Avremo un supporto psicologico maggiore perché in molti lo richiedono. In un anno abbiamo supportato più di tremila donne da più di 500 città, spesso piccoli centri dove non è semplice indirizzare le donne in centri specializzati, perché non esistono. Per questo forniremo anche un servizio di psicoterapia a basso costo via video».

C’è un’emergenza riguardo alla violenza sulle donne?
«Il fenomeno sembra abbastanza stabile: i numeri riportati dai media sono esattamente quelli che riscontriamo anche noi in chat. Su tremila donne che abbiamo supportato abbiamo avuto più di 500 casi di violenza e di maltrattamento e sono molti, si trattava non solo violenza domestica o fisica ma anche psicologica».

Quanto può aiutarvi una manifestazione con Fa’ la Cosa Giusta?
«Moltissimo, proprio perché siamo una realtà online, quindi la fiera è un’ottima occasione per metterci la faccia, incontrare le nostre volontarie e, visto il numero di visitatori, è un’ottima vetrina per far conoscere a più persone possibili questo progetto».


www.mitomorrow.it