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04. 08. 2021 18:19

Milano, coprifuoco in arrivo: si attende solo l’ufficialità

Il coprifuoco in Lombardia è quasi realtà: tutte le novità

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Dopo ben 3 ore di riunione i sindaci dei capoluoghi lombardi riuniti i videoconferenza con il presidente Attilio Fontana hanno optato per la linea dura: coprifuoco dalle 23 alle 5 a partire da giovedì 22 ottobre.

La Lombardia compatta sul coprifuoco: in attesa del Governo

La proposta è stata presentata dai sindaci all’unanimità. Se il Governo darà l’ok il provvedimento entrerà in vigore dal 22 ottobre. A partire dalle 23 tutte le attività dovranno rigorosamente chiudere e non saranno possibili spostamenti, se non per motivi di salute o lavoro.

Nel frattempo il ministro della Salute Roberto Speranza si è espresso pubblicamente sulla richiesta lombarda: ««Sono d’accordo sull’ipotesi di misure più restrittive in Lombardia. Ho sentito il Presidente Fontana e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e lavoreremo assieme in tal senso nelle prossime ore». Insomma Speranza ha dato il via libera, ma si attende ancora la risposta ufficiale da parte del Governo, che molto probabilmente arriverà durante la giornata.

coprifuoco Lombardia

Un freno ai contagi

Il governatore Fontana ed i sindaci dei capoluoghi sono pienamente convinti che questa sia la soluzione migliore per porre un freno ai contagi. «Abbiamo deciso di emanare un provvedimento che sia anche simbolico – ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana intervistato ieri su Rete4 – per cercare di dare un colpo ad una delle causa del contagio che è ripartito e che sono l’assembramento, la movida, le feste, gli incontri in piazza, tutte cose che non si riescono a controllare perché non riusciamo ad avere un numero sufficiente di polizia e agenti».

Al coprifuoco si aggiunge anche la richiesta di chiudere il sabato e la domenica gli esercizi commerciali della media e grande distribuzione. Resteranno aperti solo i negozi dediti alla vendita di beni alimentari e di prima necessità.

Previsioni allarmanti. Mentre l’indice Rt tocca la pericolosa quota 2, la “Commissione indicatori” istituita dalla direzione generale del Welfare lancia una previsione poco rassicurante: entro il 31 ottobre potrebbero esserci 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4.000 negli altri reparti.

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