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29. 03. 2023 12:16

Il lockdown di Giovanni Terzi: «Rivoglio la normalità»

L'ex assessore guarda alla ripresa: «Il futuro ci consegnerà una gestione più intelligente, ma è difficile»

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«Sono preoccupato per tutto quello che sta succedendo, ma sto bene e mi ritengo un cittadino privilegiato». Giovanni Terzi, giornalista e scrittore, ha anche un passato da assessore a Palazzo Marino (ha tenuto le deleghe al Commercio e allo Sport durante la giunta di Letizia Moratti). Nel corso di una livestory Instagram su Mi-Tomorrow ribadisce l’auspicio «Spero di tornare presto alla normalità».

 

Giovanni Terzi racconta il suo lockdown

Nel tuo lavoro parli anche di eroi quotidiani, ne abbiamo conosciuti tanti in questi due mesi.
«Ne ho fatto un archivio, ognuno di noi ha una storia importante da raccontare. Bisogna solo trovare le persone che abbiano la voglia di ascoltare. Scrivo articoli ascoltando gli altri, è una sorta di medicina. Ognuno ha una storia importante, sono tutte interessanti: tutti abbiamo una storia straordinaria».

Quali solo le opportunità che questo periodo ci sta mettendo davanti?
«È un concetto quotidiano: il mondo dovrebbe andare più lentamente. Più qualità e meno quantità, in ogni lavoro e in ogni vita. Anche il mondo di internet ha accelerato ogni cosa, questa pausa ci ha portato ad una riflessione: il tempo è una variabile straordinaria. Il futuro ci consegnerà una gestione più intelligente. Siamo in una fase difficile, la vita non dev’essere fatta solo su internet».

Che nuova normalità ci dobbiamo aspettare?
«Spero di tornare presto alla normalità, non fa bene questo tipo di vita. Questo ha portato ad una grande stanchezza. Dobbiamo tornare alla normalità, rispettiamo questa fase ma torniamo presto al passato. Abbiamo scoperto meccanismi meravigliosi, ma serve tornare a toccarsi e capirsi».

Tu bocci la didattica a distanza, ma abbiamo visto anche tante categorie reinventarsi. Questo boom del delivery dove ci porterà?
«Noi umani abbiamo delle caratteristiche e delle doti che non utilizziamo mai. Troviamo spesso un cambiamento che ci porta a risolvere i problemi. Il delivery è molto positivo, anche se sono molto affezionato alla normalità e alle abitudini. L’ho imparato quando ho amministrato questa città, è stata l’esperienza più bella».

Che situazione stanno vivendo i cittadini privati della normalità?
«L’odio sociale non dev’essere fomentato, stiamo vivendo una situazione di stress. Ora abbiamo paura, chi governa dev’essere capace di costruire un’armonia che al momento non c’è. Avrei preferito una gestione più serena delle situazioni, chi sbaglia deve pagare ma non continuiamo a fare le reprimente o il buon padre di famiglia. Non abbiamo bisogno di questo».

L’amministrazione ha deciso di puntare molto sulla mobilità in bicicletta: la svolta arriverà dalla Fase 2?
«La battaglia alle macchine e al trasporto era già partita con le nostre amministrazioni. Ci sono tante alternative valide. L’ambiente deve combaciare con l’economia, dev’essere sostenibile. Ho notato questo passo in avanti e mi fa piacere: mi piace tutto ciò che parte direttamente dai cittadini».

In questi giorni abbiamo raccontato della lieta notizia del rientro di Silvia Romano, il mondo social si è sbizzarrito con ogni tipo di commento. Che idea ti sei fatto?
«Sono felice per il suo rientro, mi è piaciuto l’interesse dello Stato. Un plauso a loro, ma come sempre accade in queste storie c’è un riscatto di cui non sapremo mai niente. Sono notizie riservate che lo Stato non dirà mai».

Il mondo social si è accanito in maniera eccessiva?
«Cerchiamo di pensare anche alla famiglia che non sapeva cosa sarebbe accaduto. Quindi, qualcosa della vita di quella ragazza è cambiato, non mi è piaciuto il commento di tante persone. Ci sono state parole non sue, questa fase è molto importante e delicata. Aspetterei a dare ogni definizione dopo le sue parole».

Un grande lavoro di squadra…
«La cooperazione internazionale è stata fondamentale e ci vorrebbe maggiore trasparenza. Lasciate che questa ragazza possa dire ciò che vuole, lasciate raccontare a lei».

Credi che un’occasione che abbiamo mancato sia stata quella di fare quadrato e portarci fuori dall’emergenza?
«È stato difficile, l’Italia ha avuto situazioni molto differenti e probabilmente quello che è successo in Lombardia non è successo al sud, ad esempio. Bisognava guardare nel particolare e al di là di ciò che uno pensa, abbiamo provato a fare il meglio. Si possono fare delle scelte sbagliate. Ormai siamo tutti virologi e questo certamente non aiuta».

Qual è il sentimento che domina?
«C’è tanta paura, si vive nel terrore. Non possiamo vivere senza sapere dettagli del nostro futuro, gli scienziati stanno raccontando realtà dure. Anche i politici hanno fatto errori».

Sei preoccupato per il “dopo”?
«Sono molto preoccupato, leggendo ed informandomi ho capito che ci sono delle novità sulle assicurazioni dei lavoratori. Anche chi vuole aprire avrà delle difficoltà, la burocrazia in Italia dovrà saltare secondo me. Siamo nelle mani di queste persone».

Ci sono vari livelli…
«Prima dobbiamo gestire le paure tra di noi, dobbiamo superarle per tornare alla vita normale. C’è paura anche per il lavoro, servono garanzie per i lavoratori. Ci sono talmente tante nuove regole che non so quali attività abbiano la forza economica di far rispettare tutto questo».

Citando il mondo della moda, anche qui le cose non saranno più come prima?
«Ci sarà un’evoluzione con i tempi. Qualcosa deve cambiare, ad oggi questo mondo è molto in sofferenza e rischia un colpo mortale. Le grandi aziende si compreranno con due lire ciò che di buono avevamo, vorrei che il nostro Paese capisse di avere in mano il futuro di grandi imprenditori. È l’ossatura principale per il nostro futuro».

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Da ex assessore allo sport, ti piacciono i due progetti per il nuovo stadio di Milan e Inter?
«Mi piace molto l’idea dell’evoluzione dello stadio di Milan e Inter. Tutto ciò che riguarda un cambiamento porta ad un passo avanti. Qualche cosa sta nascendo e ne sono contento, avevo fatto questa proposta a Galliani e Moratti qualche tempo fa».

La cosa che più ti manca di più in questo periodo?
«Il sorriso delle persone e la loro voglia di vivere».

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