16.5 C
Milano
23. 09. 2021 03:55

Giuseppe Vigoni, il sindaco viaggiatore e la Milano di fine Ottocento

A lui si deve la municipalizzazione dei servizi pubblici, separati dalla sfera dei privati

Più letti

Giuseppe Vigoni fu Sindaco di Milano dal settembre del 1892 al giugno del 1899, se si eccettua un’interruzione di otto mesi durante la quale venne sostituito da Adeodato Bonasi. La sua fu una delle primissime nomine a Sindaco da parte dei rappresentanti del Consiglio comunale, poiché fino al 1889 il Primo cittadino veniva eletto su nomina regia.

Giuseppe Vigoni, uno dei primi sindaci “democratici”

Si era ancora in un’epoca in cui pochi votavano e pochi potevano candidarsi, ma la sua scelta, pur entro una ristretta classe dirigente di notabili benestanti (nobili, industriali, ricchi possidenti) si può ascrivere nel novero dei primi sindaci “democratici”, rappresentanti del popolo votante e, all’interno di quella créme, eletti.

Vigoni, detto più popolarmente Pippo, nacque a Sesto San Giovanni il 9 luglio 1846 da una famiglia molto benestante. Fratello di Giulio, che diventò senatore, si arruolò come volontario negli ussari a Piacenza, durante la terza guerra d’indipendenza. Si laureò in ingegneria civile e architettura presso l’Università di Bologna.

Nel 1869 partì per la Siria e si spostò in Libano, Palestina e Giordania andando a vedere le città più importanti e visitando i siti archeologici di questi territori. Rientrato in Italia visitò la Francia, l’Inghilterra e la Scozia. Nel 1872 si imbarcò per il Sudamerica esplorandolo in lungo e in largo per poi spostarsi verso il nord toccando New York, Sacramento, Chicago, Detroit e Toronto.

Rientrato a Milano nel 1873 si iscrisse al neonato Club Alpino Italiano, di cui in seguito diventò presidente della sezione di Milano e vicepresidente della sede centrale. Cinque anni più tardi, dopo una parentesi alpina, si unì ad una spedizione in Abissinia pubblicando, successivamente, un interessante libro su quel paese. Poi andò in esplorazione in Asia, spingendosi fino all’India e facendo ritorno a casa un anno più tardi.

Il suo contributo alla Milano di fine Ottocento

Nel 1881 venne eletto nel Consiglio comunale di Milano e tra il 1883 e il 1885 ottenne l’incarico di Assessore all’edilizia. Nel settembre del 1892 diventò Sindaco di Milano. Il suo operato agevolò l’unificazione tributaria del Comune e la riforma del dazio, che il suo predecessore Gaetano Negri aveva fortemente osteggiato.

Attuò, inoltre, la municipalizzazione dei servizi pubblici separando distintamente le competenze dei pubblici poteri dall’industria privata e fece costruire l’Ospedale dei contagiosi. Concluso il suo mandato, nel 1900, venne nominato Senatore del Regno entrando nel Consiglio dell’emigrazione e prendendo spesso parte alle discussioni inerenti i provvedimenti sulle colonie.

Morì il 15 febbraio 1914 nella sua villa a Loveno sul lago di Como. Riposa nel cimitero locale insieme alla moglie e al figlio. La sua figura è ricordata da Milano nella via che costeggia il Parco di San Celso nei pressi di corso Italia e dietro il Santuario di Santa Maria dei Miracoli.

 

In breve

Milano, finalmente riapre la piscina Suzzani: terminato il restyling

La piscina Suzzani, il grande impianto in zona Niguarda circondato dal verde del Parco Nord di Milano, finalmente riapre....