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17. 05. 2021 12:07

Milano, l’assessora Cocco tira dritto sul digital: «Internet in ogni quartiere»

La sfida dell’assessora alle trasformazioni digitali Roberta Cocco: l'intervista

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Già nell’incarico, assessora alla trasformazione digitale, è previsto un programma di modernizzazione dell’amministrazione comunale e dell’intera città. A cinque mesi dalla fine del mandato Roberta Cocco traccia per Mi-Tomorrow il bilancio di un lavoro sempre più urgente per una città come Milano.

Qual è stato l’impatto del Covid sul piano di digitalizzazione?

«Lo scorso febbraio ci siamo trovati obbligati, come tutto il mondo, a rivedere le nostre azioni in funzione delle emergenze. Abbiamo elaborato un piano, grazie agli strumenti digitali che avevamo già acquisito, articolato in quattro direttrici».

Di cosa si tratta?

«In primo luogo abbiamo accelerato lo sviluppo della piattaforma tecnologica per consentire di lavorare in smart working con il risultato che oltre 7mila dipendenti comunali hanno potuto avvalersi di questa opportunità».

E’ stata una scelta produttiva?

«Rispondo con le cifre: da marzo ad aprile sono state risolte 24mila pratiche arretrate del servizio Anagrafe. Posso dire che non abbiamo sforato i servizi ma è bene precisare che il lavoro agile deve essere considerato un affiancamento e deve essere regolato».

Passiamo agli altri tre obiettivi.

«Abbiamo accelerato sui servizi digitali, sviluppando il fascicolo del cittadino che si trova sul sito del comune e offre la possibilità di avere molti servizi come, tra gli altri, l’iscrizione a scuola, il pagamento dei tributi: abbiamo deciso di sviluppare una App perché non tutti hanno internet a casa mentre sono molti di più coloro che possiedono un cellulare».

Con quali risultati?

«A maggio l’avevano scaricata 7-8mila persone, a novembre 70mila: se il digitale va incontro alle persone viene utilizzato».

Veniamo al terzo.

«Abbiamo potenziato il sistema logistico dello 02.02.02, il centralino che risponde alle chiamate dei cittadini sviluppando la chat box: considerato che whatapp è lo strumento più usato lo abbiamo utilizzato anche noi per offrire le risposte con maggiore velocità. Il quarto intervento è stato molto importante perché ha riguardato il governo della città: giunta, consiglio e commissioni hanno potuto lavorare con il digitale».

Il suo assessorato si è trovato in prima linea in questa emergenza?

«Il 2020 è stato un anno molto difficile, noi abbiamo svolto un servizio per gli altri assessorati. Abbiamo sostenuto progetti, come “Milano Aiuta”, a sostegno delle aree più fragili, con l’app “Milano Aiuta” che consente la geolocalizzazione degli esercizi commerciali e dei servizi del territorio».

Altri interventi?

«Sono tanti, posso citare gli sportelli digitali, ad esempio lo Sportello unico degli eventi e delle attività produttive. Altro settore è il bando concorsi, oramai i concorsi si fanno in digitale».

E la casa?

«Il trasferimento di residenza si fa sul sito del comune, per quanto riguarda le case Erp sempre sul sito è possibile verificare la consegna dell’alloggio».

Quanto è diffuso il digitale in città?

«Milano è una città molto innovativa ma ci sono quartieri dove manca la connettività, non c’è rete sufficiente: uno dei progetti che abbiamo lanciato, con la partnership di privati come la Fondazione Bpm, punta a sviluppare la connettività nelle scuole in modo che tutte passino da 1 a 10 Giga».

Progetti nel cassetto?

«C’è ancora molto da fare, per questi ultimi mesi del mandato abbiamo tre obiettivi: consegnare il cruscotto della città che consente di avere informazioni e servizi alla cittadinanza, creare l’app per tutti i servizi in modo particolare per facilitare le modalità di pagamento, consentire che tutti i quartieri possano fruire della connettività».

Ci arriveremo?

«La connettività è un diritto di tutti, stiamo lavorando affinché Milano sia coperta al 100%».

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