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07. 05. 2021 11:53

The Change, compagnia a domicilio per gli anziani: «Non c’è età per sentirsi soli»

Cinque ragazzi, tutti classe 2000, legati da una forte amicizia e capaci di mettere la propria giovane energia a disposizione degli anziani

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Diego si è diplomato ad Oxford e ora studia Economia alla Bocconi, percorso simile a quello di Alessandro che, però, è andato a studiare a Chicago. Francesca è iscritta a Medicina a Pavia, Luca fa Ingegneria Aerospaziale al Politecnico, mentre Michele, il più sportivo del gruppo, frequenta Scienze Motorie.

Cinque ragazzi, tutti classe 2000, legati da una forte amicizia e capaci di mettere la propria giovane energia a disposizione degli anziani. Il loro progetto si chiama The change (la catena) e offre un servizio di volontariato da remoto o a domicilio di lettura del giornale, di un romanzo, di una poesia o di un semplice cruciverba in modo da far compagnia agli anziani.

Un’idea che è piaciuta anche all’Unione Europea al punto di vincere il bando European Solidarity Corps. «Il progetto è nato durante il primo lockdown quando non potevamo visitare i nostri nonni – spiega Diego Castoldi –: abbiamo pensato di allargare questa attività anche ad altri anziani mettendoli in contatto con giovani che vogliono fare un’opera di volontariato. È un modo per aiutare chi in questo momento si sente solo».

L’Europa come vi sostiene?
«Il corpo europeo di solidarietà mette a disposizione un piccolo contributo economico di 500 euro al mese per un anno. Possono servire per coprire le spese e acquistare qualche tablet a basso costo da dare agli anziani».

Come sono andati questi primi mesi?
«Abbiamo iniziato a gennaio e data la situazione abbiamo operato solo online quindi in questo momento possiamo raggiungere qualsiasi luogo anche se cerchiamo di farci conoscere soprattutto nella nostra zona tra Pavia e Milano in attesa di trovare anche altri volontari in altre parti d’Italia. Il nostro obiettivo è proprio questo, creare un network di persone interessate a questa attività».

Gli anziani come reagiscono?
«Sono molto felici di sentirci, quando finiamo la lettura il loro ringraziamento fa capire quanto sia importante per loro non sentirsi soli».

Quali sono le loro richieste?
«Al momento seguiamo una decina di anziani, sono molto aperti, alcuni chiedono la lettura del giornale per essere aggiornati su quello che succede, altri preferiscono un libro. Alcune volte semplicemente chiacchieriamo».

Ai giovani cosa regala questa attività?
«Credo sia una bellissima opportunità anche per i giovani, sì. Ci sono ragazzi che si sentono soli o che non sanno come passare le giornate. Questo progetto è pensato anche per loro».

Info: thechangeesc.wordpress.com

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