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10. 05. 2021 07:05

È di nuovo scontro tra la Lombardia e il Governo: Moratti attacca Arcuri

Al centro del dibattito il personale medico promesso e non ancora arrivato per supportare la campagna vaccinale

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Dopo la zona rossa e la rissa mediatica sui dati epidemiologici, è nuovamente scontro tra la Lombardia e il Governo. Questa volta i protagonisti sono il neo assessore al Welfare Letizia Moratti e il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri. L’oggetto del dibattito sarebbe le risorse umane, ovvero medici ed infermieri promessi da Roma, per supportare ogni singola Regione nella campagna di vaccinazione di massa.

Parola a Moratti. L’assessore al Welfare nella serata di ieri ha attaccato direttamente il commissario facendo nomi e cognomi. «Regione Lombardia è pronta – ha dichiarato Moratti -, ma urge personale e la certezza di avere a disposizione vaccini sufficienti per avviare le somministrazioni. Tutto è pronto per organizzare la “fase 2” della vaccinazione anti covid, sia con i canali tradizionali, sia con quelli ad hoc di somministrazione massiva, ma è necessario che il commissario Domenico Arcuri assicuri certezze su due fronti ben precisi per i quali si è impegnato».

Secondo quanto specifica la vicepresidente nel mese di febbraio sarebbe dovuti arrivare in Lombardia 123 unità, ma al momento nessuno si è visto. «Non è possibile – ha rincarato la dose Moratti – fare affidamento su numeri totalmente aleatori. È già stata richiesta più volte la pianificazione relativa alla gradualità degli arrivi del personale, ma non abbiamo mai ricevuto risposta»

Arcuri risponde. Non è tardata ad arrivare la risposta piccata dello stesso commissario. «In riferimento alla nota diffusa questo pomeriggio dal vicepresidente e assessore al welfare della Lombardia, Letizia Moratti – ha fatto sapere Arcuri, che ha sottolineato come la regione attende dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, per il mese di febbraio, 123 fra medici, infermieri e assistenti sanitari, come da programma condiviso per rafforzare la campagna di vaccinazione, gli uffici del commissario rendono noto che, in realtà, il personale aggiuntivo già selezionato e destinato alla Lombardia è di gran lunga maggiore: si tratta, infatti, di 229 fra medici, infermieri e assistenti sanitari».

Secondo il commissario i ritardi però nell’arrivo del personale in Lombardia sarebbero dovuti alla Regione stessa. «Di questi – ha sottolineato Arcuri in una nota ufficiale – , purtroppo, soltanto 4 hanno già potuto entrare in servizio presso l’Ats di Pavia. Tutti gli altri sono infatti in attesa, ormai da diversi giorni, delle necessarie visite mediche da parte delle Ats regionali. In particolare, 12 da parte dell’Ats Val Padana, 10 dell’Ats Pavia, 43 dell’Ats Brescia, 13 dell’Ats Brianza, 27 dell’Ats Bergamo, 28 dell’Ats Insubria e 86 dell’Ats Milano. Infine, 6 hanno effettuato le visite mediche presso l’Ats della Montagna ma sono in attesa di ricevere dalla stessa Ats l’idoneità».

 

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